Il Tirreno

Un capannone e case in affitto per gli artisti

di Andrea Rocchi
Un capannone e case in affitto per gli artisti

Inagibile il terzo piano del castello Pasquini Appartamenti e un palco prove alle Morelline

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ROSIGNANO. Armunia con la valigia in mano? Diciamo che la valigia è pronta ma il viaggio ancora no. Le residenze artistiche di Armunia, progetto da 1,1 milioni finanziato prevalentemente con contributi statali, regionali e dalle entrate (spettacoli e sponsor) si articoleranno tra un Pasquini "dimezzato", il capannone noleggiato alle Morelline e gli appartamenti presi in affitto per ospitare gli artisti. Questo in attesa che il Comune di Rosignano allestisca la foresteria al Castello, renda disponibile il teatro Solvay (una volta perfezionata l'intesa con la società belga) e siano eseguiti i lavori di ristrutturazione al terzo piano del Pasquini stesso che in questi anni ha funzionato da dimora per le varie compagnie che si sono alternate nell'ambito del progetto Residenze. E che oggi è diventato inutilizzabile.

Ospitalità degli artisti. Armunia - come conferma il direttore generale e condirettore artistico Fabio Masi - ha già provveduto ad effettuare alcuni contratti d'affitto con agenzie immobiliari del territorio per trovare alloggi per l'accoglienza degli artisti. «Non è una novità, lo avevamo fatto anche in passato - spiega Masi - ma vista l'indisponibilità del terzo piano del castello che non è più agibile ed in attesa che sia pronta la foresteria a Marittimo, abbiamo affittato alcune case».

Il palco alle Morelline. Un'operazione simile è stata fatta con la chiusura, in primavera, della tensostruttura all'interno del parco e che è sempre stata utilizzata per le prove dei vari spettacoli in calendario. In questo caso Armunia ha preso in affitto un capannone nell'area artigianale delle Morelline. «Qui è stato allestito un palco - dice Masi - e qui provano le compagnie che hanno bisogno di questo spazio». In sostanza si tratta di soluzioni di emergenza perché il vero obiettivo dell'ente - sottolineato a più riprese anche in occasione del convegno per i 20 anni di attività - è quello di restare (o tornare) a Castiglioncello. Aspetto, questo, su cui si sono spesi senza equivoci anche alcuni nomi della cultura teatrale nazionale, tra artisti cresciuti con le residenze e critici come Renato Palazzi ed Attilio Scarpellini. Una difesa del cosiddetto "genius loci", la loro, che ha alimentato anche una accesa polemica che ha coinvolto il sindaco Alessandro Franchi, convinto che il progetto culturale dell'ente può proseguire anche altrove. Senza particolari drammi. Sta di fatto che l'amministrazione di Rosignano, proprio in questi giorni, ha deliberato di stanziare 10.687,5 euro per le Residenze come co-finanziamento al progetto. Un contributo previsto dalla legge regionale.

Residenze, ecco i numeri. Nella lettera con cui Masi chiede l’erogazione del finanziamento sono allegati anche alcuni documenti relativi all’attività svolta dalle Residenze Artistiche, il numero ed i nomi delle compagnie che si sono alternate a Castiglioncello nell’arco del 2016 da gennaio a novembre, ed un bilancio di costi e ricavi. Così si vede che ci sono stati 41 periodi di residenze che hanno visto impegnate 25 compagnie teatrali. Dalle Residenze, nel corso degli anni, sono transitati e cresciuti professionalmente artisti come Lucia Calamaro, Massimiliano Civica, Daniele Timpano, Elvira Frosini, Roberto Abbiati, Daria Deflorian e Antonio Tagliarin, solo per citarne alcuni. E con le residenze si sono attivati percorsi territoriali che hanno coinvolto studenti, genitori, terza età.

I costi del progetto. Nella nota è allegato anche un rendiconto di costi e ricavi 2016. Complessivamente le Residenze costano 1.151.840 euro. Di questi 80.000 per gli allestimenti tecnici (scene, costumi, noleggi), 26.000 quote di produzione, 140.000 il cachet per le compagnie, poi ci sono 55.000 di costi di ospitalità (vitto, aloggio...), 50.000 attività formative, laboratori, seminariali, 40.000 per la promozione, 550.000 i costi del personale per le altre attività di residenza (direzione artistica, organizzativa, tecnici, amministrativi...). E poi ci sono, insieme ad altre voci minori, 94.402,4 euro di spese generali (affitto locali, utenze...). Come si finanzia tutto cio? Nel rendiconto, alla voce ricavi, ci sono 92.339 euro più altri 25.000 dal Ministero dei Beni Culturali, 150.813,8 euro dalla Regione (bando Residenze). Poi ci sono i 10.867,5 euro del Comune di Rosignano. Quindi i ricavi da vendite e prestazioni: 15.000 arrivano dai biglietti, 3.000 dalle attività di laboratorio, 30.000 da lavori conto terzi, 200.000 da sponsorizzazioni. Poi c’è una quota di 615.000 euro in cui figurano quote associative, offerte, erogazioni e liberalità.

Il futuro. Armunia respinge al mittente le critiche di chiede altro tipo di spettacoli e crede fortemente nelle Residenze puntando a rafforzare il rapporto col territorio. Il futuro? Masi è fiducioso. «L’impegno del sindaco per la foresteria a Marittimo e la disponibilità del teatro Solvay sono importanti», dice il direttore.

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