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tavolo per la pace

Articolo 78 della Costituzione si divide il coordinamento

CECINA. Due fronti nel coordinamento del Tavolo per la pace. La spaccatura nell’ultimo incontro sull’ordine del giorno relativo all’articolo 78 della Costituzione, ovvero sulla dichiarazione dello...

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CECINA. Due fronti nel coordinamento del Tavolo per la pace. La spaccatura nell’ultimo incontro sull’ordine del giorno relativo all’articolo 78 della Costituzione, ovvero sulla dichiarazione dello stato di guerra prima e dopo la riforma costituzionale. Una discussione lunga, “animata e costruttiva perché ci ha permesso di sviscerare ed esaminare i diversi punti di vista”, la definisce il coordinatore del Tavolo Jeff Hoffman.

Sono emerse due posizioni, del tutto diverse, rappresentate dalle associazioni e dai delegati non istituzionali del Tavolo per la pace da una parte e dall’altra i rappresentanti degli enti locali.

A dividere è la formulazione dell’articolo 78 della Carta. Ad oggi recita: “Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari”. Il testo della riforma modifica il quadro recitando: “La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari”. «È preoccupante – dice Hoffman anche a nome delle associazioni –, che la prevista maggioranza assoluta sia di fatto già assicurata dalla legge elettorale approvata per l’elezione della Camera dei deputati. Manca quindi un contrappeso a tale potere che avrebbe potuto essere introdotto, ad esempio con l’ottenimento di una maggioranza qualificata».

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