Il dolore
Raid alla Piana, aperti nella notte 30 garage
San Vincenzo, i malviventi fuggono con uno scooter che poi abbandonano braccati dai carabinieri
SAN VINCENZO. La sfrontatezza. Trenta porte di garage violate nel raggio di qualche decina di metri trasmettono questo. Oltre al senso d’impotenza. E alla rabbia contenuta di chi è tra le vittime del raid messo a segno nella notte del 27 novembre in zona La Piana a San Vincenzo. Tra le vie Cervi e Petrarca. Case a schiera, così come i garage. Alcuni sotto le abitazioni, altri in blocchi separati. Nel primo mattino è un continuo via vai di persone. I più, increduli, stentano a capacitarsi dell’accaduto. Si contano i danni perché ai ladri quanto trovato nei box sembra non essere interessato. «Abbiamo deciso di nominare un portavoce per presentare denuncia alla stazione dei carabinieri, per non andare in trenta», racconta un signore.
È ancora buio. Un po’ prima delle 5 del mattino si sta preparando per recarsi al lavoro. Dalla finestra intravede dei movimenti in strada. Quattro uomini stanno armeggiando alle porte dei garage. Il tempo di chiamare i carabinieri e dai rumori capisce che stanno scappando. Partono a bordo di una Bmw X1 bianca con cui sono arrivati sul posto e uno scooter, rubato all’interno di uno dei garage. Sul posto arriva una pattuglia del nucleo radiomobile di Piombino. I militari si mettono sulle tracce dei malviventi. La fuga viene interrotta dai colleghi della compagnia di Follonica. In due a bordo del motoscooter vengono intercettati all’altezza di Gavorrano sulla Variante Aurelia. Quando capiscono che sono sulle loro tracce provano a deviare in direzione di Giuncarico. Braccati, decidono di abbandonare il mezzo a lato della strada e prendono la via dei campi a perdifiato, riuscendo a far perdere le proprie tracce.
Recuperato lo scooter, che nella giornata di ieri è stato restituito al proprietario, un noto ristoratore, resta difficile capire l’obiettivo del raid. All’interno dei garage non sono stati arraffati utensili elettrici ed altri beni che in genere finiscono nel mirino dei ladri specializzati in questo tipo di furti. Ma sul fatto che si tratta di una banda specializzata non ci sono dubbi. A testimoniarlo sono i segni sulle porte dei garage. In alcuni box si sono limitati a perlustrare l’interno con una microtelecamera, sfruttando lo spazio delle alette di areazione. Nella maggior parte dei casi hanno utilizzato una sorta di apriscatole che ha tranciato la lamiera delle porte.
Quanto tempo si siano presi i malviventi non è dato saperlo. Di certo hanno agito in modo sfrontato e con sicurezza. Per quanto esperti, violare trenta porte di garage non è un’operazione che si può fare in una manciata di minuti. Ad avere la peggio è un impresario edile. Il serbatoio del suo camion è stato bucato per recuperare il gasolio. Lo hanno fatto servendosi di secchi e taniche che poi hanno abbandonato in strada.
Manolo Morandini
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