Il Tirreno

Altri due anziani truffati e derubati di soldi e gioielli

di Fabrizio Cavallini
Altri due anziani truffati e derubati di soldi e gioielli

In un caso i malviventi si sono spacciati per emissari di una società elettrica, nell’altro, come falsi carabinieri, hanno inscenato un incidente al figlio

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CECINA. Altra truffa giovedì mattina nella martoriata via Dante, dove si sono presentati nella casa di due anziani, uno dei quali in carrozzella, un uomo e una donna spacciandosi per incaricati di una società di distribuzione di energia elettrica. Motivo della visita, la proposta di cambiare gestore dietro l'offerta di tariffe più favorevoli di quelle praticate dal loro attuale fornitore. Quindi l'invito a prendere le bollette per appurare direttamente la differenza di prezzo e la bontà della nuova soluzione. A un certo momento, mentre l'uno teneva impegnati i coniugi con le proprie argomentazioni, l'altra è andata in camera da letto dove ha trovato - e rubato - mille euro. Quando poi i malviventi si son sentiti dire che la proposta non interessava e si preferiva conservare l'attuale gestore, se ne sono andati. In tarda mattinata, la triste scoperta del furto.

Sempre in via Dante, giorni addietro, a una donna ottantenne squilla il telefono. Un fantomatico carabiniere la informa di un (falso) incidente stradale causato dal figlio. «Ma stia tranquilla - rassicura - non si è fatto nulla. Solo che è andato a sbattere con la propria su altre auto e quando è intervenuta la polizia stradale per i rilievi ha constatato che aveva l'assicurazione scaduta». Per cui «è stato trattenuto a Livorno in caserma e potrebbe passare dei grossi guai»; sicuramente, sempre a suo dire, gli verrà ritirata la patente per chissà quanto tempo «e per lui che con la macchina ci lavora...» Ma una via d'uscita ci sarebbe, stando alle parole del finto carabiniere. Cioè versare qualche migliaio di euro come cauzione per non far andare avanti la pratica e salvaguardare il figlio da sanzioni peggiori. Perciò, se avesse voluto, avrebbe mandato un avvocato di fiducia per ritirare la cifra. Spaventata e in forte apprensione per le sorti del figlio, la signora accetta e di lì a poco arriva l'avvocato. Una donna, che conferma tutto. Il marito però subodora l'imbroglio, tanto più che erano risultati vani i tentativi di mettersi in contatto sia col figlio che con la moglie. Così la donna viene invitata ad andarsene. Richiama a quel punto il compare, che, minaccioso, ne chiede il motivo. La falsa avvocatessa allora ritorna, riceve mille euro, un bracciale e un anello d'oro e assicura la mamma che l’avrebbe fatta parlare col figlio per tranquillizzarla. Compone un numero, dice di far passare due minuti e se ne va. Il telefono è muto, la truffa materializzata.

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