Attenzione
Park Albatros, l’iter va avanti
San Vincenzo, in assemblea la linea della giunta: «C’è la volontà politica di proseguire il percorso»
SAN VINCENZO. «Grazie a tutti». Il direttore Stefano Lampati del villaggio turistico Park Albatros lo dice ad alta voce. È seduto in prima fila e quel tutti in larga parte sono suoi dipendenti, molti stagionali una decina fissi, venuti a far pesare le ragioni del lavoro. Nella saletta multimediale in piazza Mischi sta per iniziare la presentazione degli atti di avvio del procedimento della fase preliminare di valutazione strategica e del piano attuativo Park Albatros, in variante al regolamento urbanistico. Il passaggio, previsto dalla legge regionale 65 del 2014, arriva a stretto giro rispetto alla vicenda che ha acceso i riflettori sul complesso turistico. Difformità accertate a partire da un esposto di Assemblea sanvincenzina (As) e in seguito dalla polizia municipale di San Vincenzo e dai carabinieri: 4 ettari a pineta e bosco trasformati con circa 250 case mobili e 70 tra tende e roulotte, con una presunta capacità ricettiva di circa 1.200 persone. Il tutto oggetto di un'ordinanza del Comune, la numero 130 del 16 settembre che ha imposto la remissione in pristino dei luoghi a cui la proprietà stando al verbale di sopralluogo ha già ottemperato. Da qui la possibilità per la proprietà di presentare una nuova proposta di piano attuativo. L’assessore all’Urbanistica Massimiliano Roventini non ci gira intorno: «Al di là del piano tecnico, c’è da esaminare la proposta della proprietà, c’è la volontà politica di proseguire questo percorso».
Percorso che in precedenza si è interrotto bruscamente. Non sono sfuggite all’esame dei consiglieri d'opposizione Paolo Riccucci, Francesco Battini e Fabiana Boccini che nelle carte si descriveva una situazione in contrasto con la realtà. Da qui l’esposto e tutto quello che ne è seguito. Compreso l’inchiesta della Procura della Repubblica in corso. «Siamo tenuti ad esaminare la proposta del privato», dice il sindaco Alessandro Bandini. «È il primo passo di un iter lungo in cui numerosi enti e soggetti sono chiamati a intervenire». «L’ampliamento della struttura turistica Park albatros è previsto dall’articolo 32 del Piano strutturale approvato – sottolinea Roventini –. E non riguarda la capacità ricettiva che rimane di 1.733 piazzole. Sul piano ambientale non aumenta il territorio urbanizzato ma lo diminuisce di 26.170 metri quadrati».
L’occasione è ghiotta per sapere qualcosa in più sull’abuso edilizio. Da prospettive diverse ci provano il consigliere Paolo Riccucci (As) e Alberto Primi, rappresentante del Comitato per Campiglia. «L’amministrazione ha fatto gli atti di propria competenza, adesso siamo in attesa dell’esito dell’indagine della Procura».
Il direttore Lampati replica a chi punta il dito. Lo dice anche il geometra Paolo Cosimi, responsabile del procedimento: «Che risalga a prima del 2010 non ci sono dubbi». Eppure Lampati è netto: «Non neghiamo niente di quanto è stato fatto, si tratta di una leggerezza di cui risponderemo per quanto previsto. Ma è bene essere chiari per questo non è previsto la pena di morte e non ci sto ad essere crocifisso».
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