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Immobile all’asta è stato la sede di una scuola privata

di Manolo Morandini
Immobile all’asta è stato la sede di una scuola privata

CECINA. Passi per l’impronta di degrado che da anni impongono alle abitazioni confinanti. Ma sui cumuli di guano nessuno è disposto a transigere. Gli affacci sugli interni dei capannoni degli ex...

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CECINA. Passi per l’impronta di degrado che da anni impongono alle abitazioni confinanti. Ma sui cumuli di guano nessuno è disposto a transigere. Gli affacci sugli interni dei capannoni degli ex magazzini comunali, a ridosso dello stadio comunale, tra via Puccini e via Caduti del terrorismo, non mancano. E lo spettacolo per gli occhi non ammette scusanti. Infissi rovinati. Vetri rotti. Finestre lasciate aperte. Entrano da qui i piccioni e indisturbati hanno colonizzato quegli spazi di cui il Comune non si cura.

Nelle stanze di via Landi non si contano i tentativi per monetizzare quei volumi che possono avere un recupero di tipo residenziale. Tutti andati miseramente a vuoto e l’orizzonte non sembra confortare le speranze di un improvviso interessamento di imprenditori dell’edilizia, in un momento ancora nero per il mercato del mattone.

L’area degli ex magazzini è composta da più di un capannone, decisamente fatiscenti. In volume si tratta di oltre 9.500 metri cubi che in superficie fanno 2.600 metri quadrati che il Comune di Cecina ha proposto in vendita a un prezzo base d’asta di 1.376.113,98 euro. In primavera potrebbe essere tentato un nuovo incanto. Ma il flop è dietro l’angolo. E delll’interessamento di una società collegata alla Cassa depositi e prestiti impegnata nella realizzazione di immobili in forma di cohousing, cioè insediamenti abitativi composti da alloggi privati corredati da ampi spazi comuni, non si ha più traccia. Del resto, se la trattativa dovesse partire si preannuncia tutt’altro che breve.

Che fare nel frattempo? Chi abita in zona e con terrazze e finestre affaccia su questo monumento al degrado a due passi dal cuore della città se lo chiede quotidianamente.

A maggio dello scorso anno si rese necessario un intervento d’urgenza per eliminare un’ampia porzione del muro di recinzione su via Caduti del terrorismo, instabile e pericolante. L’abbattimento e la sostituzione con una nuova recinzione in rete e l’applicazione del telo ombreggiante per chiudere la vista su quei piazzali vuoti è costata circa 5.000 euro. Ma a distanza di un anno del telo non c’è più traccia. I nuovi pali sono instabili e a giudicare dalla rete c’è chi se ne è servito per varcare il confine ed entrare nei magazzini.

Un immobile in crisi d’identità, non utilizzato da anni, per cui l’amministrazione comunale non riesce ancora a trovare un acquirente, che rischia di trasformarsi in una nuova fonte di spesa. Il guano che nel tempo si è depositato all’interno dei magazzini dovrà essere rimosso e per evitare che il fenomeno si ripeta è necessario provvedere a sbarrare tutte le finestre e aperture.

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