Il Tirreno

Qualità dell’aria, i dati dell’Arpat

Qualità dell’aria, i dati dell’Arpat

Le ricerche evidenziano su Cecina valori ampiamente inferiori ai limiti di legge

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CECINA. Se i dati epidemiologici restano a cambiare è il rapporto con la qualità dell’aria. Se ne discuterà nel consiglio comunale il 23 novembre. Ma intanto in commissione Sanità il sindaco Samuele Lippi si presenta con la risposta della responsabile del dipartimento Arpat di Livorno, Lucia Rocchi.

Al centro del documento i monitoraggi eseguiti nel 1999 e tra il 2013 e 2014 citati nello studio realizzato dal cardiologo Claudio Marabotti, in collaborazione con il collega cardiologo Elio Venturini, Alessandro Pingitore del Cnr di Pisa, Paolo Piaggi, epidemiologo dell’Istituto nazionale di sanità Usa, Romina Cecchi della Asl Livorno e il geologo Paolo Scarsi, pubblicato su una rivista medica internazionale. E il tema che è portato in consiglio dal Movimento 5 Stelle con la mozione “Mortalità per malattie degenerative in Toscana, studio ecologico di confronto tra aree limitrofe con sostanziali differenze di inquinamento”.

Al netto degli aspetti tecnici nelle tre pagine della responsabile del dipartimento Arpat di Livorno non si evidenziano criticità nella qualità dell’aria sulla scorta di due rilevazioni, eseguite con tecniche diverse, a distanza di quindici anni l’una dall’altra.

In merito al biomonitoraggio sulla presenza o assenza di licheni, la ricerca risale al 1999, le “situazioni di rarefazione” sono attribuite “più a condizioni di inaridimento microclimatico che all’inquinamento”, si legge nel documento inviato al sindaco Lippi. C’è poi la campagna sulla qualità dell’aria a cavallo tra il 2013 e 2014, con il laboratorio mobile della Provincia installato in via Susa, da cui emergono livelli “ampiamente inferiori ai limiti di legge per tutti gli inquinanti monitorati”. Sottolineando che i dati delle due ricerche non possono essere correlati e che per l’anidride solforosa “il dato indicativo rappresenta bene non solo la situazione locale, ma è coerente con una situazione ormai diffusa in tutta la Toscana di livelli molto bassi”.

Manolo Morandini

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