Toscana
Bobo parla di bullismo ai ragazzi del Mattei, i prof storcono il naso
Rosignano: il cantautore è intervenuto, tramite Armunia, all’autogestione. Alcuni docenti non gradiscono il suo linguaggio colorito
ROSIGNANO. Zero in condotta e dieci in capacità e contenuti. È questo il voto che probabilmente un insegnante attribuirebbe all’intervento del cantautore livornese Bobo Rondelli che la mattina del 21 novembre ha incontrato gli alunni dell' Isis di Rosignano, inaugurando il primo di una serie di appuntamenti organizzati da Armunia per gli studenti.
Rondelli, da molti anni vicino ad Armunia, con cui ha collaborato a diversi progetti, ha accettato di incontrare i ragazzi dell’istituto di Rosignano in autogestione per raccontare loro la sua poetica e il suo lavoro di musicista.
E non solo. Rondelli infatti ha affrontato anche altre tematiche molto attuali, come il cyber bullismo, portando come esempio il caso di Tiziana Cantone, la giovane donna che si è tolta la vita dopo la diffusione in rete di alcuni video hard, ma anche di casi di bullismo meno eclatanti, quello di tutti giorni che porta chi è fisicamente più debole a subire angherie da chi è più forte, e della pericolosità dei social media.
Però lo ha fatto alla sua maniera che, si sa, a volte esce un po’ dalle righe. Cosa che non è stata gradita dagli insegnanti che hanno fatto sì che l’intervento di Bobo si concludesse in anticipo.
«Rondelli ha affrontato il suo giovane pubblico cercando un linguaggio per entrare in contatto con loro, ed ha toccato argomenti di grande attualità che sicuramente sono arrivati ai ragazzi, parlando, alla sua maniera, di valori e di amore – ha commentato la codirettrice di Armunia Angela Fumarola - Ha anche cantato “All you need is love” dei Beatles, suo primo amore, e ‘L’inno del corpo sciolto’ di Benigni, sottolineando il fatto che le parolacce possono essere anche usate in alcuni casi, ma mai contro il più debole. Ad un certo punto però ha calcato un po’ troppo la mano, senza curarsi del contesto in cui si trovava».
Da qui, le rimostranze di alcuni insegnanti. E la fine dell’intervento del cantautore. «Ha usato il linguaggio dei ragazzi - spiega Fabio Masi, codirettore di Armunia - per entrare in contatto con loro e per parlare di problemi che sono di stretta attualità per i giovani».
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