Sicurezza
È ricoverato in ospedale ma niente visita per l’invalidità
CECINA. Ricoverato al secondo piano dell’ospedale di Cecina, nel reparto degenza riabilitativa a seguito di un’emorragia cerebrale. Una condizione che lo costringe al ricovero, senza possibilità di...
CECINA. Ricoverato al secondo piano dell’ospedale di Cecina, nel reparto degenza riabilitativa a seguito di un’emorragia cerebrale. Una condizione che lo costringe al ricovero, senza possibilità di muoversi. Residente a Donaratico, 71 anni, assistito dalla compagna di 73 anni e dalla cognata. Familiari che hanno avviato le pratiche per la domanda di invalidità, per il riconoscimento della stessa e del sostegno previsto in questi casi dall’Inps. Tramite il patronato Inca la domanda è arrivata all’Inps, che ha fissato la visita per metà novembre presso il piano terra dell’ospedale di Cecina, lo stesso dove si trova ricoverato il paziente. Una visita alla quale l’uomo non può presentarsi in quanto impossibilitato dalle sue stesse condizioni fisiche e che viene fissata nuovamente per il mese successivo.
«La visita andrebbe fatta al piano terra e lui è al secondo piano – spiega la cognata del paziente – e non lo fanno scendere con la carrozzina. Quello che non capisco è perché, con due piani di distanza, non possano salire per effettuare questa visita direttamente. Il suo non è l’unico caso, ce ne sono tanti nelle sue stesse condizioni. Ora bisognerà fare di nuovo la pratica e credo che mio cognato non potrà muoversi a breve, per cui mi chiedo cosa succederà il prossimo mese».
Un caso particolare, che mescola le competenze Inps con quelle proprie dell’Asl, e per il quale il protocollo è chiaro: in assenza di un referto medico, di un foglio che attesta le reali condizioni cliniche e di salute dell’interessato non è possibile effettuare la visita, in quanto non è possibile accertare le condizioni di salute. In altre parole, è necessario che il paziente venga dimesso e, una volta in possesso del referto accertante le sue condizioni di salute, la commissione valuterà, proprio in base alle condizioni di salute, il grado di invalidità. Un protocollo che, ad ogni modo, prevede che, in caso di accettazione della domanda da parte della commissione medica, il riconoscimento dell’invalidità venga fatto risalire al giorno di presentazione della domanda stessa.
Leondina Marulli
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