Il Tirreno

Nella Galleria, assediati da insicurezza e incuria

di Leondina Marulli
Nella Galleria, assediati da insicurezza e incuria

Il condominio vuole installare telecamere o cancelli per controllare gli ingressi Presentato un esposto in commissariato a fronte di un crescente disagio

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CECINA. Insicurezza e incuria. Piazza Ilio Barontini, condominio La Galleria. Un ritrovo pomeridiano per ragazzi e ragazze, tra bici, skate, pizze e birre. Un ritrovo che, troppo spesso, si trasforma in bivacco, i cui effetti restano a terra e sui muri. Imbrattamenti e cartacce, bottiglie, scatole, fazzoletti, sigarette e gomme da masticare a terra. Non solo, perché a preoccupare è un atteggiamento di aggressività e arroganza che emerge nel momento in cui i residenti provano a far rispettare le normali regole di civile convivenza. «Mia moglie, invalida, è stata buttata a terra da due giovanotti che giocavano a rincorrersi. Sicuramente non l’hanno fatto apposta ma di certo non si sono fermati a vedere come stava dopo», racconta Angiolino Molesti, residente del condominio La Galleria, stanco e particolarmente provato da una situazione che ha messo nero su bianco e sottoposto all’attenzione dell’amministrazione comunale.

«Non li hanno denunciati perché sono troppo buoni», interviene un’inquilina del complesso residenziale. Un esposto, contro ignoti, è stato invece presentato dall’amministratrice di condominio lo scorso anno, quando cioè la Galleria è stata scelta come luogo di incontro e ritrovo di ragazzi d’età compresa tra i 16 e i 20. «Tutto è iniziato con l’imbrattatura dei muri – ricorda Daniela Guarnone, amministratrice del condominio – con scritte che poi sono state rimosse dagli stessi residenti. C’è un clima generale di disagio da parte dei residenti, che spesso si trovano a dover far fronte a comportamenti di strafottenza, aggressività e arroganza nei loro confronti. Dopo aver raccolto diverse testimonianze, ho deciso di fare un esposto alla Polizia di Stato, ovviamente contro ignoti».

Due le possibili soluzioni avanzate dall’amministratrice, entrambe in attesa di un sopralluogo di fattibilità e discusse nel corso dell’ultima assemblea: da una parte l’installazione di un impianto di telecamere, dall’altra la sistemazione di cancelli agli ingressi. Per entrambe si cerca la soluzione tecnica ideale, che si adatti alle caratteristiche di un’area privata ad uso pubblico. Un’area che ospita, infatti, diverse attività commerciali e studi professionali. «Non c’è niente di strano nell’incontrarsi dopo la scuola e passare un po’ di tempo insieme, però che bisogno c’è di stare buttati a terra a bere e fumare, a mangiare e poi lasciare i rifiuti lì – si chiedono i residenti in un coro unanime di protesta – quando poi siamo noi stessi a pagare per la pulizia esterna del condominio. Stessa cosa per le scritte sui muri, che sono state tolte da due residenti armati di spugna e solvente. Quello che ci spaventa di più è il fatto che gli anziani e i ragazzi che abitano qui devono passare quotidianamente sotto la Galleria e trovarsi di fronte a quell’atteggiamento aggressivo che la maggior parte di loro ha quando gli viene fatto notare che questo è un condominio privato e che il loro non è un comportamento civile. Per cui, spesso, evitiamo di dire qualsiasi cosa».

A farne le spese i residenti e la loro percezione di sicurezza, talmente bassa in alcuni casi da spingere ad andare incontro ai figli che tornano a casa pur di non lasciarli attraversare la Galleria da soli. Talmente bassa da non voler intervenire in prima persona per paura di danni, com’è già successo in passato, quando è stata distrutta la vetrina di un’attività commerciale e messo fuori uso alcuni citofoni.

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