Gioco
Nuove telecamere per contrastare l’abbandono dei rifiuti
Tra le zone sorvegliate via Vecchia livornese e il Paduletto Nell’assemblea a Palazzi l’impegno a migliorare la raccolta
CECINA. Così non va. E non sono solo i residenti di Palazzi a rimarcare le criticità del sistema di raccolta porta a porta. È lo stesso sindaco di Cecina Samuele Lippi che annuncia l’installazione di un sistema di sorveglianza composto da cinque telecamere, su tutto il territorio, in occasione dell’incontro richiesto da 250 residenti di Palazzi, tramite una raccolta firme. Una serata di riflessioni quella del 17 novembre, scambio di idee e proposte, rivolte in particolare ai vertici Rea, presenti con il nuovo amministratore delegato Matteo Trumpy e l’ingegnere Leonardo Mannari, oltre al sindaco, all’assessore all’Ambiente Sabrina Giannini e il consigliere comunale Mauro Niccolini. Una sperimentazione lunga quasi dieci anni che il quartiere ha introdotto il sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti senza mai fare quel salto qualitativo che una differenziata spinta impone.
Il risultato: sacchetti a terra, presi di mira dagli animali, strade sporche e discariche abusive nei dintorni della frazione, sacchetti non raccolti per giorni, traffico in alcune ore della giornata in concomitanza con il ritiro da parte degli operatori. Criticità emerse nel corso della serata, che hanno disegnato, tuttavia, i contorni di un quadro variegato: da un lato, parte dei residenti convinti dell'utilità del sistema di raccolta, disposti a migliorare la situazione e convinti della necessità di introdurre sistemi di controllo capaci di disincentivare quei comportamenti non virtuosi, come il conferimento dei sacchetti oltre l’orario consentito, una finestra che va dalle 6 alle 8 di mattina, la non conformità del materiale inserito nei sacchi, che vengono lasciati a terra dagli operatori perché non differenziabili. E, come il cane che si morde la coda, i rifiuti restano a terra, creando disagi e sporcizia.
«Prima di sanzionare bisogna razionalizzare il sistema che attualmente è insoddisfacente – ammette Lippi, rivolgendosi in particolar modo ai vertici Rea – a partire dal cambio di fornitore dei sacchi per l’organico, in buona parte difettati per un problema di produzione. Per poi passare all’introduzione dei bidoncini, perché non c’è nulla di più brutto che passare in giro per la città e vedere i sacchetti per strada. E, prima fra tutte, la comunicazione tra azienda e cittadini va migliorata e incentivata».
I punti individuati dall’amministrazione comunale per l’installazione delle 5 telecamere sono quattro: due in via Vecchia livornese, uno a Marina in zona Metropolis, il quarto sulla strada sterrata nei pressi dell’Acquapark e l’ultimo in zona Paduletto, vicino all’aviosuperficie. La volontà è chiara: estendere il servizio porta a porta a tutta la cittadinanza, per una spesa aggiuntiva di tre milioni di euro, attivando un passaggio intermedio, e cioè l'introduzione delle batterie, sperimentate a Marina in estate. Batterie da posizionare anche a Palazzi, dotate di chip identificativo di coloro che vanno a conferire, per andare incontro a quelle che possono essere le difficoltà, estemporanee, di alcuni cittadini o turisti. E, per finire, nuovo centro di raccolta ingombranti, potature e rifiuti speciali, a Palazzi entro un anno.
«Poi possiamo iniziare a sanzionare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, con la sistemazione della telecamere a breve e a partire da via Vecchia Livornese – specifica Lippi – dove capita di vedere motorini, bidet, lampioni abbandonati a terra». Istanze recepite dai responsabili Rea, a partire dalla necessità di razionalizzare il servizio di spazzamento delle strade e distribuzione delle buste, «per il quale si può pensare ad un accordo con le associazioni del territorio», propone l’amministratore delegato. I dati in possesso della società parlano «di un 70% di raccolta differenziata raggiunto a Palazzi – spiega Mannari – un dato in aumento così come lo è la migrazione dei rifiuti verso le zone limitrofe». I residenti di Palazzi resistono e chiedono un nuovo incontro tra sei mesi.
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