Il Tirreno

Nuovo esposto in Procura sul villaggio Park Albatros

di Manolo Morandini
Nuovo esposto in Procura sul villaggio Park Albatros

San Vincenzo, la segnalazione della lista As è sulla variante urbanistica I consiglieri evidenziano incongruenze nei documenti e nei tempi degli atti

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SAN VINCENZO. Si allunga la lista degli esposti alla Procura della Repubblica di Livorno sul caso del villaggio turistico Park Albatros. l’ultimo in ordine di tempo porta la firma dei consiglieri comunali di Assemblea sanvincenzina che con una precedente segnalazione hanno permesso di portare alla luce il maxi abuso realizzato dalla proprietà. Difformità accertate in seguito dalla polizia municipale di San Vincenzo: 4 ettari a bosco trasformati con circa 250 case mobili e 70 tra tende e roulotte, con una presunta capacità ricettiva di circa 1.200 persone. Il tutto oggetto di un’ordinanza del Comune, la numero 130 del 16 settembre che ha imposto la remissione in pristino dei luoghi.

Il nuovo esposto parte proprio dal testo dell’ordinanza e dal verbale di sopralluogo con cui il 16 ottobre i tecnici del Comune e il comandante della Polizia municipale hanno accertato il ripristino dei luoghi. «L’ordinanza non iscrive nei registri immobiliari la lottizzazione abusiva e non procede all’acquisizione al patrimonio pubblico dell’area», evidenziano i consiglieri Paolo Riccucci, Fabiana Boccini e Francesco Battini. Gli esponenti dell’opposizione giudicano il verbale di sopralluogo «impreciso, insufficiente, condotto con l’ausilio di personale incaricato dalla proprietà». E a loro giudizio «non fornisce gli strumenti necessari ad acclarare la reale rimozione dei sottoservizi ed anzi certifica la presenza di siepi divisorie tra le piazzole e la copertura delle strade con una spessa pacciamatura di aghi di pino».

All’attenzione della Procura come della Guardia di finanza, Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Polizia municipale, Soprintendenza di Pisa, oltreché del presidente della Regione e dell’assessorato regionale all’Urbanistica anche le delibere della giunta comunale. In particolare, la numero 220 del 17 ottobre che dispone «l’annullamento dell’avvio del procedimento che annulla le sole precedenti deliberazioni 181 e 186 ma non le 100 e 115 pur basate sulla medesima documentazione non rispondente allo stato dei luoghi». Ed evidenziano che «la proposta di delibera per ri-approvare il piano particolareggiato in variante agli strumenti urbanistici vigenti viene formulata nel giorno stesso in cui perviene in Comune l’istanza della proprietà, ovvero due giorni dopo l’annullamento delle delibere 181 e 186 in seguito all’accertamento della lottizzazione abusiva e ben otto giorni prima che dette deliberazioni divenissero esecutive». Inoltre, la delibera di giunta 228 del 3 novembre «che avvia nuovamente il procedimento per permettere la realizzazione di oltre 5 ettari di campeggio esattamente nelle aree che sono state interessate dalla lottizzazione abusiva basandosi peraltro su alcuni elaborati grafici alterati».

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