Il dolore
Cimitero comunale c’è l’ordinanza per liberare l’ossario
CECINA. Svuotamento dell’ossario comune del cimitero e avvio alla cremazione massiva dei resti ossei indistinti. È quanto dispone il sindaco di Cecina Samuele Lippi con l’ordinanza numero 20 del 15...
CECINA. Svuotamento dell’ossario comune del cimitero e avvio alla cremazione massiva dei resti ossei indistinti. È quanto dispone il sindaco di Cecina Samuele Lippi con l’ordinanza numero 20 del 15 novembre ed è l’effetto indiretto del programma di estumulazioni avviato nel 2013 per l’impossibilità a provvedere in tempi certi all’ampliamento del cimitero.
“La capienza dell’ossario comune, a seguito delle numerose estumulazioni svoltesi negli ultimi tre anni, è ormai giunto ad esaurimento, determinando la necessità di procedere alla cremazione massiva dei resti ossei indistinti ivi contenuti”. È quanto evidenzia il responsabile dei Servizi cimiteriali sottolineando che “i resti ossei, presenti in ossario sono stati ivi destinati perché non reclamati o su disposizione dei parenti più prossimi e lì sono rimasti per più di tre anni andando a costituire una massa indistinta”. Allegato all’ordinanza c’è il nullaosta all’incenerimento rilasciato dal Dipartimento di prevenzione della locale Azienda sanitaria. Le ceneri saranno poi collocate nel cinerario comune del cimitero.
All’inizio dell’anno sono stati costretti altri sessanta a lasciare il luogo dell’eterno riposo. Un provvedimento in scia ad altri, giustificato dall’impossibilità a provvedere in tempi certi all’ampliamento del cimitero. La situazione è nota da anni. E il Comune di Cecina da quattro anni ha scelto questa strada per contenere il rischio di esaurire i posti al cimitero comunale. I numeri sono a tripla cifra: 290 gli spazi recuperati tra il 2013 e il 2015.
A sloggiare con il provvedimento d’inizio anno i defunti tra il 1924 e il 1937. Un’operazione tutt’altro che semplice. Nel caso in cui non sia avvenuta la riduzione dei resti mortali il Comune, infatti, ha disposto di farsi carico dei costi per l’inumazione per altri cinque anni nelle aree cimiteriali già predisposte. Viceversa se la famiglia opterà per la cremazione dovrà farsi carico dell’intera spesa. La prima volta che l’amministrazione comunale cecinese è ricorsa alle estumulazioni forzose risale al 2013. Fino al 1975 le concessioni erano di 90 anni. Ma la normativa prevede che in caso di una grave insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno, e se non è possibile procedere a un ampliamento, le concessioni rilasciate prima del 21 ottobre 1975 possono essere revocate quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione della salma.
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