Sicurezza
Area verde sul laghetto, flop del progetto
La struttura alle Spianate era stata affidata in gestione fino al 2015, ma risulta chiusa da circa un mese
CASTIGLIONCELLO. Doveva essere un angolo di paradiso nel verde, a ridosso del mare. Un piccolo bar-ristorante, percorsi ambientali, giochi per bambini e magari anche un’attività di pesca sportiva. Questo era il progetto che l’amministrazione comunale aveva in mente per l’utilizzo del laghetto delle Spianate, a Castiglioncello. Così nella primavera del 2013, attraverso un bando, il Comune aveva affidato la gestione dell’area verde. Che invece da circa un mese risulta chiusa, tanto che in questi giorni l’amministrazione sta portando avanti una serie di verifiche sulla gestione.
L’area verde, che si trova su via di Solferino, nell’aprile di tre anni fa era stata rilevata dalla società cecinese Le Querciolaie sas, che aveva appunto presentato una manifestazione d’interesse. Per quanto riguarda l'offerta economica, la società aveva proposto di pagare 5mila euro all'anno di canone al Comune (l'importo a base gara era 4.500 euro anno), per una concessione di 12 anni. In pratica, secondo il progetto che il Comune aveva inserito nel bando, la zona verde avrebbe dovuto essere riqualificata con la creazione di percorsi naturalistici destinati a residenti e turisti. Il tutto, corredato dall’attività di bar-ristorante che da anni viene portata avanti in una piccola struttura sulla riva del laghetto. Un modo per sfruttare al meglio una risorsa ambientale a due passi dal mare.
Un’operazione importante per permettere di rendere ai cittadini l’utilizzo di un'area verde. Tra l’altro con la nuova gestione era stata ipotizzata anche la realizzazione di un impianto fotovoltaico e l'uso di materiali biodegradabili per eventuali lavori di manutenzione delle strutture esistenti. L’apertura dell’area verde è stata apprezzata da residenti e turisti nelle ultime due stagioni estive, poi nelle ultime settimane la struttura è rimasta chiusa. Con sorpresa e dispiacere di molti habitué del laghetto.
«In questo momento - si limita a spiegare l’assessora al commercio Licia Montagnani - ci sono una serie di contestazioni verso il gestore per adempimenti che non sono stati portati a termine». In pratica c’è da appurare se la società concessionaria, a cui la gestione era stata affidata tramite bando per dodici anni (fino al 2025) , abbia effettivamente messo in atto le migliorie strutturali previste e se sia in regola dal punto di vista economico. «Al termine della verifica - spiega Montagnani - valuteremo se il soggetto potrà proseguire la gestione o se le criticità emerse saranno tali da arrivare alla revoca della concessione».
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