Il Tirreno

Revocata la misura cautelare a Benini

La discarica di Scapigliato
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La discarica di Scapigliato

Rosignano: il Tribunale del Riesame ritira l’interdizione dall’attività di impresa, legata all’inchiesta sulle terre di copertura in discarica

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ROSIGNANO. Revocata l’interdizione dallo svolgere attività d’impresa a Lilia Benini, l’ex amministratrice unica di Rea Spa che si è dimessa a metà dello scorso settembre dopo la notizia del suo coinvolgimento nella maxi inchiesta condotta dalla Dda toscana sullo smaltimento illegale di rifiuti in discarica e su terreni agricoli in Valdera.

«Sono chiaramente soddisfatta - dichiara Benini, ex sindacalista ed ex assessore del Comune di Rosignano che dal 2013 era alla guida di Rea spa - e ci tengo a dire che, sebbene sia stato un periodo pesante, ho avvertito grande stima e vicinanza nei miei confronti. E non si è trattato di manifestazioni d’affetto formali, questo mi fa piacere».

Benini aveva presentato appello al Tribunale del riesame di Firenze, e lo scorso 4 novembre è stata ascoltata dal giudice. «Con il mio avvocato - spiega Benini - abbiamo chiarito che l’utilizzo di porter da copertura nella discarica di Scapigliato è terminato nell’agosto del 2015. Non solo, io dal novembre 2015 non sono più alla Rea impianti ma alla Rea spa che opera in un settore diverso e che ha un percorso ben definito, legato all’ingresso in RetiAmbiente. È chiaro che non poteva esserci neppure l’eventuale reiterazione del fatto».

Benini, fin dal giorno successivo alla notizia di un suo coinvolgimento nell’indagine, ha sempre sottolineato la sua serenità e la certezza di poter dimostrare la sua estraneità alla vicenda. Il caso, lo ricordiamo, è scoppiato a metà settembre quando è emersa l’inchiesta della Dda toscana che ha portato ad eseguire sei misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di imprenditori accusati di aver smaltito in modo illegale, a partire dal 2013, oltre 80 mila tonnellate di rifiuti, che finivivano nei campi o in discarica.

L’inchiesta ha toccato anche Scapigliato, dove secondo l’accusa tra il 2013 e il 2015 sono finiti rifiuti falsificati, scarti di lavorazione delle cartiere (pulper) che in realtà dovevano essere smaltiti e non utilizzati come terre inertizzate di copertura. Per questo Lilia Benini, in quanto legale rappresentante di Rea impianti in quegli anni, è stata oggetto di misura cautelare, con l’interdizione per sei mesi dall’attività d’impresa. Misura cautelare che il Tribunale del Riesame ha annullato.

Quanto al futuro e alla sua presenza in Rea spa, Benini spiega che la decisione di un eventuale reintegro (al suo posto nelle settimane scorse è stato nominato Matteo Trumpy) non spetta a lei. «In RetiAmbiente - termina - c’è un amministratore e spetta a lui decidere. Io sono già moto soddisfatta così».

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