Il Tirreno

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«Non possiamo sfilare con Salvini»

I rappresentanti locali disertano la manifestazione a Firenze

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CECINA. Fratelli d’Italia Bassa Val di Cecina non sarà presente alla manifestazione per il no al referendum costituzionale che si terrà a Firenze. La posizione del portavoce locale Massimiliano Rugo rimane la stessa, «in coerenza con la precedente del 2015 quando a seguito dell’alleanza tra Fratelli d’Italia e Lega Nord alle elezioni regionali, decisi di ritirare la mia candidatura per non vedere accostato il mio nome a quello di un partito secessionista antinazionale di estrema sinistra, la Lega nord per l’indipendenza della Padania».

«È impensabile che il leader di un movimento così radicalizzato su principi antinazionali di estrema sinistra, possa anche minimamente ambire ad una coalizione forte e duratura con la destra e il centro-destra nazionale – prosegue –, la storia ce lo ha insegnato, l’inaffidabilità di questi interlocutori si è cristallizzata nel 1994, quando Umberto Bossi con una mozione di sfiducia fece cadere l’allora governo Berlusconi».

Gianmarco Bandini, Giulia Perini, Gianluca Celli e Nicola Abagnale, rappresentanti di Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, sono in linea con Rugo e non condividono l’intero testo dello statuto leghista. Abagnale evidenzia che l’articolo 2 «è un’offesa all’intero popolo italiano poiché include 13 regioni quali nazioni confederate oltre alle quali, al di sotto della Toscana, non esiste più nulla». Mentre Giulia Perini ci va cauta: «È una fase di transizione quella che chiediamo, nella quale ci vuole il giusto rispetto per i simpatizzanti locali della Lega nord».

«Appare evidente che Matteo Salvini se vuole parlare di una coalizione di centro destra forte e competitiva deve sciogliere questi nodi prima che giungano al pettine, in primis la fine della Lega nord per l’indipendenza della Padania con tutti i suoi pittoreschi ed anacronistici principi statutari di cui l’Italia e gli italiani oggi più che mai non hanno bisogno – conclude Rugo –. Matteo abbracci il progetto di una Lega italiana che si identifichi nei principi di unità nazionale, solo così potrà rendere credibile la motivazione per la quale si troverà in piazza a Firenze per difendere la Costituzione, una motivazione che non deve essere solo strumentale alle mire di giungere al governo al solo fine di concretizzare l’utopia anacronistica di uno Stato padano».

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