Il Tirreno

Distacchi e conguagli nel mirino

di Leondina Marulli
Distacchi e conguagli nel mirino

Movimento consumatori: proteste contro Asa per fatture e distacchi su utenze cessate

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CECINA. Distacchi e conguagli. Proteste e segnalazioni. Si riaccendono i riflettori sull’Asa e a farlo sono i cittadini stessi che, dopo aver chiesto in alcuni casi spiegazioni al gestore unico del servizio, si sono rivolti al Movimento consumatori della Bassa Val di Cecina. Episodi che, in comune, hanno il distacco del servizio a seguito di bollette contestate o non ricevute a causa di un cambio di residenza regolarmente comunicato. Distacchi a cui segue la riattivazione addebitata in fattura.

Il primo episodio riguarda un cambio di residenza e, di conseguenza, di utenza: il cittadino, residente a Donoratico, ha comunicato la cessazione all’Asa che, a seguito del sopralluogo, ha rilasciato il documento di chiusura del contatore «senza disattivarlo in realtà da un punto di vista amministrativo», sottolinea Alessandro Masoni del Movimento consumatori. Da quel momento, il cittadino ha continuato a ricevere fatture all’utenza cessata senza saperlo e, nello stesso tempo, le fatture della nuova abitazione sono state calcolate con la tariffa non residente. A seguito del mancato pagamento delle bollette del vecchio indirizzo Asa ha effettuato il distacco nella nuova abitazione, addebitando in fattura i costi per il successivo riallaccio. A distanza di mesi, la fattura è ancora calcolata secondo la tariffa domestica non residente.

Conguaglio pari a zero e fattura di oltre 600 euro. A riceverla, questa volta, è un cittadino di San Vincenzo, che «dopo aver telefonato all’Asa per avere chiarimenti in merito, è rimasto senza acqua per una settimana». «Mi hanno risposto – racconta il cittadino che preferisce non fornire le sue generalità – che dovevo pagare la bolletta altrimenti mi avrebbero staccato l’utenza senza fornire spiegazioni». La fattura contestata riporta un conguaglio quinquennale pari a zero ed attribuisce un consumo presunto di 638 metri cubi «in maniera arbitraria – aggiunge Masoni – nonostante le nostre richieste di ricostruzione della produzione dei consumi, tutte inevase. Nel caso di Donoratico Asa ha dimostrato che in oltre 2 anni, non è riuscita a gestire una semplice pratica di cessazione del contatore dell’abitazione precedente quando bastava, in mancanza del documento di sopralluogo, chiederlo all’utente o verificare all’anagrafe comunale di Castagneto Carducci. Si è riusciti solo a disattivare ingiustamente il contatore al cliente e ad addebitargli i costi».

Di nuovo a Donoratico. La fattura a conguaglio semestrale riporta una lettura effettuata dal gestore il 16 gennaio 2016 con un consumo pari a 2.697 metri cubi. A distanza di due mesi, il cittadino si rende conto che il suo contatore è fermo a 2.617 metri cubi, «un valore inferiore di 80 metri cubi rispetto alla lettura – si legge nella nota del Movimento consumatori inviata ad Asa a marzo –. La fattura di 696 euro risulta del tutto erronea e infondata, richiedendo un pagamento per acqua non ancora consumata». Casi che portano Masoni a chiedere «è questo il modo di gestire un servizio pubblico essenziale per i cittadini, da parte di un’azienda pubblica, di proprietà dei sindaci e sotto il loro controllo? Cosa hanno fatto i sindaci in questi anni per evitare tutto questo?».

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