Il dolore
Terremoto, fermate due roulotte
Pronte per l’invio a Camerino ma senza targa non possono circolare
CECINA. Due roulotte, pronte per portare sollievo alle famiglie che non possono rientrare in casa a causa del terremoto. Pacchi pronti per essere caricati sulle roulotte. A mancare, purtroppo, sono le targhe, condizione necessaria affinché i mezzi possano raggiungere Camerino, la città colpita dal terremoto, la città in cui vivono i familiari di Graziella Santarelli, titolare del bar Iceberg a Palazzi e Daniela Conforti, cugine cecinesi che la scorsa settimana hanno dato vita ad una gara di solidarietà che in pochi giorni ha raggiunto risultati da record.
«La raccolta sta continuando – spiega Daniela Conforti – però non sappiamo come far partire le altre roulotte perché sono senza targa». Sono quattro, infatti, le roulotte già partite, cariche di beni di prima necessità raccolti attraverso il passaparola e un post pubblicato sulle loro pagine Facebook: tre delle quattro roulotte sono state donate dal Motoclub Liburna Centauri, l’altra una da un privato cecinese. Restano fuori altre due roulotte, anche queste donate dal Motoclub Liburna Centauri e ferme perché prive di targa. «Ho pensato di chiedere a un mio amico avvocato come posso fare per venire fuori da questa situazione un po’ complicata. Immatricolarle è impensabile, servirebbe un permesso per il trasporto che consenta la circolazione a due mezzi che non hanno finalità di lucro ma vanno ad aiutare delle persone in difficoltà. Avevo pensato anche di chiedere alla Pubblica assistenza se possono risolvere in qualche modo questa situazione».
Una situazione complicata, che sicuramente merita di risolversi il prima possibile. Nel frattempo, la raccolta continua ed ha permesso di riempire un furgone di indumenti, alimenti, cancelleria e materiali per la scuola «perché tra i nostri familiari ci sono anche bambini piccoli. Per fortuna ora hanno un posto dove dormire, considerando che ora c’è un freddo incredibile in quelle zone. Comunque, anche se noi facciamo riferimento a loro che ci hanno chiamate per chiederci una mano, tutto ciò che abbiamo raccolto è stato distribuito anche ad altre famiglie che ne avevano altrettanto bisogno». Famiglie che hanno deciso di restare nei pressi delle loro abitazioni, per non abbandonare i ricordi di una vita e il lavoro di una vita perché «i nostri parenti hanno un’azienda agricola dove allevano gli animali ed è tutto vicino, casa ed azienda».
Nessuno di loro ha voluto lasciare i sacrifici fatti in una vita intera e spostarsi sulla costa o all’interno delle strutture provvisorie messe a disposizione dalla Protezione civile e, prima della consegna delle roulotte, erano costretti a dormire in macchina. «Le roulotte che sono già partite hanno donato un po’ di conforto. Va risolta questa cosa della targa per le altre due. Non sappiamo come si possa risolvere questa situazione, ma in qualche modo va risolta». Manca un ultimo passo per far ripartire la gara di solidarietà che ha coinvolto non solo Cecina, ma «abbiamo ricevuto pacchi – conclude la signora Daniela – anche da persone di Rosignano e Livorno».
Leondina Marulli
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