Sicurezza
La differenziata è un flop il Comune viene bocciato
Il Comitato Rifiuti Zero contesta anche i risultati del compostaggio domestico «Nessuna azione concreta per applicare ai cittadini una tariffazione puntuale»
CECINA. Bocciato! In tre anni non è stato mosso un passo nella giusta direzione. Il giudizio del Comitato Rifiuti zero di Cecina è netto. Il 30 settembre del 2013 il consiglio comunale all’unanimità ha aderito alla “strategia rifiuti zero”, ovvero al sistema che considera i rifiuti non come scarti ma risorse da riutilizzare come materie prime seconde, contrapponendosi alle pratiche che prevedono processi di incenerimento o discarica, e tendendo a diminuire la quantità di quelli da smaltire. La valutazione arrivata sul tavolo del sindaco Samuele Lippi rispolvera una decisione della precedente amministrazione. E incassa i frutti. Il Comitato locale scrive a Zero Waste Italy, l’organizzazione che fa da cabina di regia, e chiede di valutare «l’opportunità di mantenere il Comune di Cecina tra quelli aderenti» o almeno di «richiamare l’attenzione» degli amministratori cecinesi.
L’analisi parte dalla percentuale di raccolta differenziata che non riesce a decollare per soffermarsi sul porta a porta che da dieci anni è stato introdotto a San Pietro in Palazzi. «Da allora nessuna azione è stata intrapresa al fine di allargare il servizio al resto del territorio comunale e migliorarne l’efficienza – sottolinea il presidente del Comitato Sergio Enriotti –. Non si conoscono i dati puntuali sui risultati di questa sperimentazione».
Altro neo è il compostaggio. «Non è stata intrapresa alcuna azione affinché venga realizzato un impianto nel territorio – dice –. Il regolamento comunale da tempo prevede per coloro che posseggono una compostiera la riduzione del 5% sulla parte variabile della tariffa rifiuti (Tari), troppo bassa per costituire un incentivo allo sviluppo di questa attività». C’è poi la questione dei compostori domestici che il Comune dovrebbe consegnare a chi ne fa richiesta, ma che da troppo tempo risultano esauriti.
Il giudizio sul riciclaggio è di quelli che non ammettono repliche: «Nessuna azione significativa». E si tratta del quarto dei dieci passi in cui si articolala strategia rifiuti zero. Anche in materia di riduzione dei rifiuti il Comune non arriva alla sufficienza nonostante il Comitato riconosca che «sono state installate fontanelle pubbliche per il trattamento e la distribuzione dell’acqua e sia attivo uno sconto del 5% sulla parte variabile della Tari per chi possiede una compostiera».
Non si registrano azioni significative neppure sul fronte del riuso e riparazione, della tariffazione puntuale e del recupero dei rifiuti. In materia di ricerca e progettazione «niente di particolare dal 2013 è stato fatto per valutare opportunità di recupero e di impiego, sulle possibilità di risparmio e per misurare il livello qualitativo della strategia utilizzata», afferma il presidente Enriotti. Che aggiunge: «L’obiettivo rifiuti zero è ben lontano dall’essere raggiunto, stante gli attuali risultati della politica adottata dal Comune di Cecina: 457 chili all’anno di rifiuti urbani indifferenziati».
Che non siano stati mossi passi in avanti è anche il risultato di una pecca all’origine. «In questi anni trascorsi dalla delibera adottata non è stata definita una tabella di marcia e neppure i parametri di riferimento per raggiungere obiettivi a medio e lungo termine». Ma c’è di più per il Comitato Rifiuti zero: «Non è stato chiesto alla società Rea di adottare nello svolgimento del servizio comportamenti e pratiche in qualche modo coerenti con la strategia rifiuti zero».
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