Sicurezza
Teseco ritiene inidonea l’offerta arrivata dal Nord
La proprietà svela i contenuti: «Non garantisce le prospettive di continuità» Timori per la presenza del gruppo all’interno del porto Cala de’ Medici
ROSIGNANO. «Proposta inidonea a garantire il buon esito della procedura e ad assicurare la salvaguardia delle auspicate prospettive di continuità aziendale». La Teseco risponde all'imprenditore del nord Italia che si è detto pronto a rilevare la società leader in Italia nel settore delle bonifiche ambientali e nel trattamento dei rifiuti (lamentando una mancata risposta) e, per la prima volta, interviene nella lunga e complessa vertenza che a partire dallo scorso anno ha costretto l'azienda di Ospedaletto, in fase di concordato preventivo, ad andare prima sul mercato e successivamente ad aprire una procedura di mobilità per l'intera forza lavoro (155 dipendenti).
Una crisi, quella di Teseco, che si riverbera anche sul porto di Rosignano, dato che l’azienda pisana è ancora proprietaria di 33 posti barca e una quindicina di fondi attraverso due srl (Cala de’ Medici servizi e Cala de’ Medici Immobiliare).
«La proposta d'acquisto per il cosiddetto "ramo impianti" (il più importante della società, al quale è legata la maggior parte dell'organico, ndr) è stata tempestivamente sottoposta agli organi della procedura di concordato preventivo - specifica l'azienda di via Ragghianti - analogamente a quanto già avvenuto in passato con ogni altra proposta o manifestazione di interesse. Ciò è avvenuto anche se la proposta di acquisto prevede condizioni economiche di gran lunga inferiori rispetto a quanto prospettato nella proposta di concordato, apparendo pertanto inidonea a garantire il buon esito della procedura e, dunque, ad assicurare la salvaguardia delle auspicate prospettive di continuità aziendale. La proposta prevede la possibilità di mantenere un numero di lavoratori pari (nell'ipotesi più vantaggiosa) a meno di un terzo degli attuali occupati, senza peraltro l'assunzione di alcun impegno per eventuali prospettive di incremento del numero degli addetti negli anni successivi».
L'imprenditore, già attivo nel settore delle bonifiche, ha prospettato nella proposta di acquisto l'assunzione di circa 45 operai del ramo impianti (e la riassunzione dell'intera forza lavoro nel giro di tre anni), manifestando interesse a rilevare anche il secondo ramo della società, il "Business unit bonifiche", tramite il quale Teseco è attiva su numerosi siti nazionali inquinati da attività di natura petrolifera, chimica, manifatturiera o portuale.
Volontà smentita però dalla società di proprietà del sanminiatese Gualtiero Masini. «Non risulta che i promotori della proposta abbiamo mai formalmente manifestato un interesse all'acquisto del cosiddetto ramo bonifiche», precisa l'azienda, ribadendo «la piena disponibilità (oltre che ferma intenzione) a valorizzare ogni proposta di acquisto che appaia compatibile con le esigenze della procedura».
«Auspichiamo - prosegue la società di via Ragghianti - che i promotori della proposta d'acquisto possano essere pronti a rivedere le condizioni dell'offerta, per poter concorrere con gli altri soggetti che, anche nelle ultime settimane, hanno confermato il proprio interesse all'acquisto dei rami d'azienda di Teseco».
Danilo Renzullo
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