Il Tirreno

Dal nord spunta un’offerta per la Teseco

di Danilo Renzullo
Dal nord spunta un’offerta per la Teseco

L’imprenditore interessato disposto ad un grosso investimento e a riassumere in 3 anni i dipendenti

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PISA. Uno spiraglio nella crisi di Teseco. Nella lunga e tormentata vertenza della società leader nazionale nel settore delle bonifiche ambientali e nel trattamento dei rifiuti, spunta l'offerta di un imprenditore del nord Italia (da tempo attivo nel settore) che potrebbe salvare l'ultratrentennale storia della società di Ospedaletto, in fase di concordato, e offrire una speranza ai 155 dipendenti per i quali, la scorsa settimana, è stata siglata al Ministero del Lavoro la mobilità.

Teseco, attraverso due società srl, è azionista all’11% del porto di Rosignano.

«Un'offerta solida e concreta, rimasta però senza risposte», sottolineano dalla società di consulenza che assiste l'industriale. La proposta, presentata due settimane fa, prevede l'acquisizione del "Business unit impianti", il ramo d'azienda più importante. L'industriale del nord (che chiede di rimanere anonimo) è orientato però a rilevare anche il secondo ramo, il "Business unit bonifiche", tramite il quale la Teseco è attiva su numerosi siti nazionali inquinati . Il progetto messo nero su bianco dall'imprenditore del settore bonifiche prevede un congruo investimento iniziale (oltre il prezzo d'acquisto) con l'obiettivo di «rimodernare gli impianti», proseguono gli assistenti dell'aspirante compratore che, nella fase iniziale dell'eventuale nuova gestione, sarebbe orientato ad assumere circa 45 degli operai impiegati nel settore "impianti" e una ventina di quelli addetti al ramo d'azienda delle bonifiche.

In tre anni il progetto prevede di riassumere tutti gli operai del ramo impianti e, nel tempo, anche quelli delle bonifiche. In tutto 155 persone che, finito il periodo di solidarietà e il regime di cassa integrazione per crisi aziendale, hanno ricevuto le lettere di licenziamento. L'accordo stipulato in sede ministeriale prevede l'uscita dalla società di tutta la forza lavoro entro il 30 aprile 2017. Il verbale sottoscritto a Roma rappresenta l'ultimo atto dopo il fallimento dei tre tentativi di vendita della società. L'offerta, scaduta mercoledì scorso, per il possibile acquirente del Nord resta «sempre valida». Vari gli imprenditori che avrebbero messo gli occhi sulla società di Ospedaletto con diverse manifestazioni di interesse che fanno ben sperare per il futuro dell'azienda, soprattutto in vista dell'adunanza dei creditori del prossimo 24 novembre. (d.r.)

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