La manifestazione
Quel panorama cancellato da arbusti e siepi incolte
Castagneto Carducci, caduta nel vuoto anche la petizione presentata al Comune Il degrado del piazzale Etrusco al centro delle segnalazioni di turisti e residenti
CASTAGNETO CARDUCCI. Un panorama negato. La vista sulla pianura e le isole dell’arcipelago che poco alla volta si è oscurata. Un buio decadente. Frutto dell’incuria che sta segnando da almeno un anno l’argine che dal piazzale Etrusco porta in via Marconi. Nel cuore del borgo di Castagneto Carducci ha preso forma un monumento all’impotenza. Ed è lettera morta anche la petizione firmata da più di 50 persone, nella quale si richiede un intervento dell’amministrazione comunale al fine di indurre la proprietà di quel terreno a procedere con la pulizia dell’argine. Risultato: le piante infestanti si sono fatte spazio. Alcune si sono fatte arbusto. E crescendo hanno trasformato quella terrazza naturale in un luogo angusto, dove prima chi vi parcheggiava non poteva fare a meno di voltare le spalle al borgo per traguardare l’orizzonte a perdita d’occhio, fino al mare. Anche il Comune da almeno un anno «non abbassa la siepe, tanto che si è oramai confusa con le fronde dei tigli che ne circondano il perimetro».
Chi vi abita ne fa una questione di decoro peri residenti e non solo. «Le piante hanno generato un intrico di alberelli, di rovi, di sporcizia, dove prolificano i ratti e che impediscono del tutto di ammirare il panorama unico che da qui si apre sul piano e le isole dell’arcipelago». E raccontano delle voci raccolte dai turisti incrociati nel piazzale Etrusco. «Giorni fa uno che passava di qui notò un’ovvietà: basterebbe davvero poco per preservare la bellezza unica di questo angolo del comune. Ma quel poco è, evidentemente, troppo».
Quell’alta siepe, che si è formatasi in modo disordinato e casuale, ha ben poco di leopardiana memoria. Anche questa esclude lo sguardo sull’infinito, celebrato da Giacomo Leopardi, ma solo per l’incapacità dell’uomo di prendersi cura dei propri tesori. Anche di quelli a costo zero, regalati della storia e la natura. E chissà che avrebbe da dire Carducci.
La petizione è arrivata dopo le richieste cadute nel vuoto alla proprietà del terreno di estirpare le piante infestanti che hanno invaso l’argine. I residenti c’hanno provato a più riprese. Almeno ogni qual volta vedevano interventi di manutenzione degli spazi verdi nella struttura turistica ai piedi del piazzale o dell’oliveta antistante. Ma senza risultato.
Il passo successivo è stato la petizione presentata all’amministrazione comunale affinché inducesse la proprietà a procedere alla pulizia di quell’argine. «Dal luglio scorso abbiamo ricevuto indietro promesse – dicono –. E l’ultima che entro il 4 ottobre dovesse essere ripristinata la decorosità del luogo attraverso la potatura e la vera e propria estirpazione delle piante infestanti in nome di un’ingiunzione dell’amministrazione che, in caso contrario, avrebbe provveduto al lavoro per parte della proprietà stessa». Il 31 ottobre si è presentato un signore munito di decespugliatore che, incaricato dalla proprietà, «ha tolto qualche ramo ma la giungla è rimasta tale e quale, la sporcizia e il degrado regnano sovrani».
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