Il Tirreno

«Il mio 4 novembre»

di Maria Meini

Il Tirreno pubblica le testimonianze dei lettori sulla piena del 1966

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CECINA. “Ricordo quel giorno come fosse ieri...” Il 4 novembre del 1966 per tanti cecinesi è un D-Day. Un giorno che non si dimentica. Quest’anno ricorre il cinquantenario della grande piena del Cecina: Il Tirreno ha deciso di raccogliere le testimonianze e le fotografie dei lettori per recuperare la memoria di questa data che fa parte della storia della città.

Cinquant’anni sono tanti e pochi: un “ieri” che è appena passato per chi c’era, per i testimoni di un evento drammatico che ha segnato la comunità; un’era geologica per i più giovani. Che attraverso i ricordi e le testimonianze dei più grandi - degli adulti, degli anziani - possono attingere alla memoria della loro città. Un’operazione di recupero e di coesione sociale.

Ci rivolgiamo quindi ai nostri lettori: avete foto nei vostri cassetti che ritraggono quel 4 novembre 1966, o i giorni successivi in cui si è spalato e lavorato, e lavorato per togliere fango e macerie, per ricostruire? Avete voglia di raccontare il vostro ricordo di quel giorno? Potete rivolgervi alla redazione (nel tagliando sono specificati i recapiti). Le vostre fotografie, i vostri racconti saranno pubblicati sulle pagine del Tirreno. Saranno la nostra memoria del passato prossimo, affiancata alla cronaca di oggi. Agli eventi di domani.

Quel 4 novembre 1966 è storia di persone e non solo di luoghi. Il fiume, il mare, i palazzi crollati, le strade aperte come una sfoglia. Quel 4 novembre è storia di sfollati, come leggiamo nel verbale del consiglio comunale urgente convocato il 9 novembre. «Molte centinaia di persone sono sfollate, durante il periodo cruciale dell’alluvione, presso parenti o amici residenti nel centro cittadino». Con gli anfibi dei vigli del fuoco, con gli autocarri della Sales e i mezzi del Comune, «è stata trasferita anche un parte delle masserizie appartenenti agli sfollati, molti dei quali stanno gadualmente rientrando nelle proprie abitazioni».

«Per il vitto agli sfollati - si legge ancora -, dopo i provvedimenti inziiali di emergenza per rifornirli di pane, latte, acqua minerale e generi di conforto anche in pendenza del trasferimento a Cecina, si è provveduto e si provvede mediante pasti convenzionati con vari ristoranti cittadini».

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