Il Tirreno

Espropri: a Solvay 1,1 milioni

di Andrea Rocchi

Nuova convenzione col Comune necessaria per i lavori di spostamento delle condotte di gas e acqua

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ROSIGNANO. Forse è l'ultima convenzione. Ma è fondamentale per consentire la traslazione delle condotte idriche, elettriche e del gas ad una quota tale da permettere i lavori di scavo della nuova golena. Stiamo parlando della messa in sicurezza - o regimazione idraulica - del fiume Fine. Stazione appaltante Rfi, Ferrovie dello Stato, che ha appena sistemato il nuovo ponte sull'asse ferroviario tirrenico, zona Galafone, davanti alle Spiagge Bianche (precedentemente era stato ultimato il nuovo ponte sulla ss. Aurelia).

Per completare l'intervento, tuttavia, è necessario spostare le tubazioni. Ecco allora il senso della nuova convenzione stipulata tra Comune e società Solvay che porterà nelle casse dell'azienda di via Piave 1,1 milioni. La multinazionale belga aveva già dichiarato di mettere a disposizione, a titolo gratuito, i propri terreni nell'area interessata dai lavori (convenzione del 2004 di cui faceva parte anche Roselectra.

E tutto questo era disciplinato nei primi accordi, cui è subentrata in periodo più recente la prima convenzione - dicembre 2015 - tra il commissario straordinario delegato della Regione, il Comune di Rosignano e Rfi. In questo accordo si stabiliva che l'intervento sul Fine primo e quarto lotto (primo stralcio) era, per l'appunto, a carico di Rfi.

Ora però, per andare avanti, è fondamentale spostare le condotte dall'attuale pista. E Solvay, vista la particolare importanza e complessità dell'intervento per il proprio ciclo produttivo, si è dichiarata disponibile ad assumersi l'onere della progettazione ed esecuzione del lavoro anche per quanto riguarda le tubazioni del consorzio Aretusa e della società Asa. Il costo necessario per lo spostamento del complesso tubazioni eseguito mediante Toc (trivellazioni orizzontali controllate) in accordo col progetto presentato dalla Solvay in Conferenza dei Servizi (20 maggio 2016) è stato valutato in 1,1 milioni.

Si è tuttavia ritenuto opportuno, tra Comune e Solvay, procedere ad un accordo bonario per la definizione dell'indennità di esproprio e di asservimenti comprensivi degli oneri di spostamento delle condotte. Questo a favore di Solvay, Asa e Aretusa per 1,1 milioni di cui 121.075 euro assunto dall'annualità 2016 mediante contributi di privati. E 978.924 euro reimputati all'annualità 2016 ancora come contributi di imprese private per interventi vari di regimazione dei fossi.

Complessivamente l'operazione, fra indennità di esproprio e lavori vari costerà 1.978.924 milioni. Soddisfatta dell'esito del confronto l'assessore all'Urbanistca Margherita Pia. «Abbiamo chiuso con Roselectra a maggio, incassando circa 2 milioni. Ora l'accordo con Solvay ci consente di poter terminare i lavori con l'escavo della golena», ha detto l’assessore.

Ma nelle intenzioni del Comune di Rosignano c'è anche quella di aprire con la Regione un tavolo per valutare la possibilità di realizzare anche un'opera non prevista in questo quadro che è la realizzazione dell'argine a mare del Fine. Che, con l'intervento sul Vallecorsa e l'avvio dei lavori sul Tripesce ("a proposito - afferma Pia - il Consorzio di Bonifica è ormai pronto a bandire la gara di appalto”), consente all'amministrazione di poter liberare - a mosaico - il territorio di Vada dall'incudine del rischio idraulico anche ai fini di una nuova normativa urbanistica in costruzione col Piano Operativo che manda in cantina il regolamento urbanistico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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