Il Tirreno

ARMUNIA MEGLIO TARDI CHE MAI

di DINO DINI

di DINO DINI È davvero con grande sorpresa che ho letto come il presidente di Armunia Vincenzo Brogi intenda "intraprendere un nuovo percorso che permetta ad Armunia di uscire dal guscio e di...

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di DINO DINI

È davvero con grande sorpresa che ho letto come il presidente di Armunia Vincenzo Brogi intenda "intraprendere un nuovo percorso che permetta ad Armunia di uscire dal guscio e di recuperare il rapporto con il territorio di Rosignano e dintorni". E' poco elegante autocitarsi, ma questa volta proprio non ne posso fare a meno.

Dopo solo quattro anni dalla nascita di Armunia, fondata nel 1996, un mio intervento su queste colonne del 20 dicembre del 2000, si intitolava "Armunia ha distrutto la nostra tradizione teatrale" e in esso lamentavo come il pubblico di Rosignano si stesse progressivamente allontanando dalla platea del Teatro Solvay dove allora si svolgeva la stagione teatrale. I motivi di ciò erano dovuti alle scelte della direzione artistica quasi esclusivamente orientate al teatro sperimentale e d'avanguardia, non troppo gradite al grande pubblico. Gli abbonamenti a quel tempo erano infatti crollati da 400 a 20 soltanto. In quel fine anno 2000 il direttore artistico Massimo Paganelli lasciò il suo incarico perchè chiamato a dirigere il Teatro Stabile di Prato e Vincenzo Brogi divenne direttore amministrativo del cosiddetto ente di spettacolazione di Rosignano. In seguito ho continuato spesso a polemizzare a mezzo stampa con le scelte che Armunia decideva di volta in volta di fare, ma le mie osservazioni hanno sempre sbattuto contro un muro di gomma. Sono passati ormai sedici anni da quel mio primo articolo e finalmente anche Vincenzo Brogi si è accorto di quel che è successo. Infatti lui stesso ora dice testualmente: "Il rapporto con il pubblico degli spettatori ha subìto una notevole involuzione e oggi incombe la necessità di farci conoscere meglio dai nostri concittadini". Il dottor Brogi ha sempre seguito molto da vicino le vicende di Armunia anche come capo dell'ufficio cultura del comune di Rosignano. Oggi è il presidente dell'ente e mi stupisco che per comprendere come il rapporto fra Armunia e pubblico si stesse deteriorando fino ad arrivare all'urgenza di recuperarlo, ci sia voluto così tanto tempo. Comunque meglio tardi che mai. Sabato 12 novembre si svolgerà al Castello Pasquini un'intera giornata di confronto sulla funzione e sul lavoro svolto dall'Associazione. All'incontro dovrebbero partecipare amministratori, critici, giornalisti e protagonisti del teatro nonchè l'attuale sindaco Alessandro Franchi (già presidente di Armunia) e gli ex sindaci Gianfranco Simoncini e Alessandro Nenci. Non mancherà neppure l'assessora alla cultura della Regione e un rappresentante del Ministero dei beni e delle attività culturali. Il tutto viene presentato come un avvenimento di grande importanza e di eccezionale spessore. Considerato l'insieme di così grossi personaggi, c'è solo da augurarsi che da questa così determinante giornata nasca un serio progetto per riconquistare il pubblico di Rosignano, notoriamente maturatosi al tempo del grande Dino Lessi in una tradizione teatrale estremamente colta. Staremo a vedere.

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