Il Tirreno

«I Comuni interrompano i rapporti con l’Arci»

«I Comuni interrompano i rapporti con l’Arci»

«Bene il niet di Lippi, ora stop totale al business di Arci». Così Lorenzo Gasperini (nella foto), responsabile federale Enti locali della Lega Nord Giovani. «Sulla vicenda dei migranti che Arci...

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«Bene il niet di Lippi, ora stop totale al business di Arci». Così Lorenzo Gasperini (nella foto), responsabile federale Enti locali della Lega Nord Giovani. «Sulla vicenda dei migranti che Arci voleva inserire nel condominio di via Perugia - dice Gasperini - occorre rilevare che l'operazione avrebbe comportato sì grandi disagi per le famiglie inquiline, ma anche grandi agi per l'Arci, che per le operazioni di smistamento clandestini e profughi è profumatamente pagata. Non pensiamo che sia solo una battaglia di idee: di mezzo ci sono anche i quattrini. Quanto è accaduto nell'ultimo anno e mezzo è molto grave: prima il collocamento di un ingente numero di clandestini alle Gorette, gestiti da una cooperativa citata nelle carte dell'inchiesta Mafia Capitale, poi l'inserimento di 35 clandestini sul viale a mare, in piena zona turistica, infine il tentativo di impiantare migranti nei condomini abitati dalle famiglie locali». Gasperini allarga le accuse alla gestione nazionale di profughi e migranti. «I clandestini continuano a partire a migliaia e il governo e l'Europa - dice -, al soldo dei poteri economici che intendono con l'importazione di "nuovi schiavi" abbassare il costo dei salari e le pretese di diritti sindacali, non fanno niente per fermare l'invasione. Quei viaggi costano duemila-tremila euro a testa, spesso risparmi di una vita: vengono investiti in quanto vi è la ragionevole probabilità di poter arrivare in Italia e recuperarli in poco tempo guadagnando in euro, una moneta assai più forte di quella ghanese o senegalese. Se l'investimento fosse reso vano dal fatto che appena arrivati in Italia si venisse riaccompagnati sulla costa di provenienza, nessuno deciderebbe di gettare il proprio denaro, e potremmo tornare tramite consolati ed ambasciate ad usare i decreti flussi e gli strumenti sui diritti umani per far giungere in Europa, via aerea e senza rischiare la vita, quei pochissimi che davvero scappano da persecuzione e violenza o incontrano l'offerta reale di lavoro. Sarebbe forse il caso che la politica locale iniziasse a rifiutarsi di far parte di questo meccanismo, interrompendo intanto ogni tipo di rapporto economico con Arci e affini. Bene il primo niet di Lippi, ora però ci aspettiamo fatti oltre gli annunci e nessun passo indietro in obbedienza a diktat del Pd regionale».

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