Gioco
Profughi, la sinistra accusa il sindaco
Sinistra italiana e Rifondazione: scelte leghiste, questo è razzismo. Lippi: io sto con i più deboli, e ascolto i cittadini
CECINA. Il caso dei profughi rifiutati dal condominio di via Perugia, a Marina di Cecina, fa alzare il tono della politica. Una polemica tutta rivolta contro il sindaco Lippi, che ha preso posizione accanto ai residenti, dichiarando di essere contrario all’accoglienza di migranti nei palazzi condominiali. Da sinistra l’accusa di razzismo e di atteggiamenti leghisti. Sinistra italiana definisce Lippi “tendenzialmente leghista” e chiede al Pd di spiegare questo atteggiamento, che “va contro le indicazioni della Regione, di preferire inserimenti in abitazioni, senza creare ghetti”. Rifondazione parla invece di stile Goro, o Gorino (la cittadina del Ferrarese che ha fatto le barricate contro l’arrivo di un pullman di profughe).
Il sindaco Lippi replica dicendo di essere sorpreso da queste accuse (“Mai avrei pensato di essere tacciato di razzista”) e afferma di essere dalla parte dei più deboli e di ascoltare i bisogni dei cittadini.
Il sindaco Lippi: accuse assurde. «Devo ammettere che essere tacciato di razzismo era l'ultima cosa che mi sarei aspettato mi capitasse... - scrive Samuele Lippi -. Il numero di uomini donne e bambini in fuga dalle guerre e dalle miserie che il nostro comune ospita sono di gran lunga superiori alla media degli altri comuni. Lo facciamo con grande senso di responsabilità verso un'umanità in fuga che ha bisogno di aiuto; lo facciamo cercando di evitare conflitti sociali che non servono a nessuno e non costruiscono niente di buono ma anzi contribuiscono a scavare solchi e barriere. L'integrazione si fa con il dialogo, con il rispetto reciproco, con l'ascolto delle ragioni dell'altro. Solo così questo mondo si salverà, ne sono convinto. Per formazione culturale e politica e per istinto io sto sempre dalla parte dei più deboli. Anziani molestati nel parcheggio dell'ospedale, bambini che assistono a scazzottate in piazze pubbliche e profughi che attraversano con barconi il mare rischiando la vita dopo che sono stati bombardati e prima ancora sfruttati, anche dall'occidente civilizzato che non si è fatto scrupoli pur di avere il gas o il petrolio presente nei loro paesi. Io sto sempre dalla parte del più debole. Che vi piaccia o no lo sarò sempre. Questo non mi impedisce di impegnarmi, per quel che mi compete, affinché tutti i cittadini che risiedono a Cecina si sentano tutelati e ascoltati dalle istituzioni e liberi di circolare e vivere gli spazi privati e pubblici senza paura e timore. Questa è la mia utopia, se avete bisogno di etichettarla per esorcizzarne la forza accomodatevi…»
Rifondazione e la sindrome di Goro. «La posizione del sindaco di Cecina - scrive Renzo Belcari, segretario di Rifondazione comunista - che ha immediatamente accolto la protesta dei condomini di via Perugia a Marina, respingendo la proposta dell' Arci di accogliere nel condominio una decina di profughi, è inqualificabile, se non come una posizione che puzza di razzismo. Anche la dichiarazione di Lippi ("Non ne sapevo nulla") addossando la responsabilità all' Arci è pilatesca. Non tutti i sindaci sono come la Sindaca ed il medico di Lampedusa, né tutti i cittadini sono come i lampedusani. Cecina come Goro e Gorino?
Sinistra italiana: questo è leghismo. «Ci sentiamo in dovere di dichiarare pubblicamente che le affermazioni del sindaco Lippi rispetto al problema dell'accoglienza dei migranti in via Perugia siano gravi e tendezialmente leghiste - scrive Mauro Bini, per il coordinamento di Si della Bassa Val di Cecina -. Non è possibile che in una regione dove l'accoglienza, a detta del presidente Rossi, è un esempio per tutta Italia in quanto impegnati ad accogliere in piccole concentrazioni, cioè nuclei di 4/5 persone; questo significa sistemazione in appartamenti, non altro. Pare però che Lippi pensi ad altre soluzioni. Sinistra italiana ritiene giusta la posizione della Regione, riteniamo che questo sia il metodo da adottare se vogliamo eliminare il pericolo di creare ghetti. Lippi probabilmente non ha capito che queste persone hanno la necessità di essere integrate e non solo accolte, non basta dimostrare alla Prefettura che Cecina è uno dei Comuni che accoglie; non è sufficiente accogliere in alberghi tanto per avere la coscienza tranquilla e non riteniamo giusto lasciare una associazione, in questo caso l'Arci, da sola a farsi carico di tutte le problematiche connesse all'accoglienza. Rispetto a ciò che finora è stato fatto ci preme puntualizzare che quando si presentò l'opportunità di ospitare migranti in un albergo di Marina di Cecina il sindaco si oppose duramente e la cosa scivolò in avanti per alcuni mesi. Inoltre non è giusto affermare che ci sono in essere progetti di integrazione al lavoro e che, addirittura, saranno ampliati; questa è semplicemente una falsità, magari detta solo per avere la coscienza tranquilla. Inoltre il sindaco afferma "Abbiamo già risposto alla richiesta della prefettura con due strutture una a Marina e una alla Mazzanta per un totale di 92 migranti e non possiamo accogliere nessun altro migrante, in ogni caso mai in condomini". Riteniamo che questa sia una grave affermazione. Ci piacerebbe sapere cosa pensa il Pd rispetto a ciò. Inoltre nel Lippi-pensiero si afferma: "Se la prefettura ritiene di inviare sul nostro territorio altri migranti se ne può discutere ma in abitazioni con ingressi separati e non si parla di edifici condominiali". In due righe si afferma un concetto terribile: pensare a una società nella quale non tutti sono uguali ma piuttosto una società che discrimina perfino negli accessi alle abitazioni! Una deriva davvero preoccupante. Si titiene che su questi temi sia giunto il momento di un dibattito serio e costruttivo che veda coinvolte tutte le forze politiche, le associazioni del volontariato, le forze sociali presenti a Cecina in modo da definire un percorso che oltre a dare risposte serie sia in grado di sbarrare la strada al razzismo presente anche nella nostra realtà».
Una lettera aperta. «Caro sindaco Lippi - scrivono Lucy Pole e Giuseppe Gallelli, marito e moglie - abbiamo appreso con stupore e grande preoccupazione la notizia della grave protesta di cittadini di Cecina che impediscono ad alcuni profughi di prendere possesso di due appartamenti concessi all'Arci da un cittadino per favorirne l'accoglienza. Ci auguriamo che non corrisponda a verità la sua affermazione riportata dal Tirreno: "A Cecina mai migranti nei palazzi". Se fosse vera, le chiediamo, al di là di ogni implicazione di natura civile, etica o religiosa, quale legge della nostra Repubblica, quale regolamento del nostro Comune nega il diritto di un cittadino di concedere appartamenti di sua proprietà, collocati in un condominio, per accogliere, nel rispetto della legge, persone senza distinzione di lingua, etnia, colore della pelle, nazionalità? Riteniamo che il nostro comune, improntato ad una tradizione di alti valori democratici e di civile convivenza, aderente al Tavolo per la Pace della Val di Cecina, sostenitore di associazioni che operano per l'accoglienza e dell'inserimento dei migranti, promotore di un progetto Gaia per la consapevolezza globale della responsabilità di ognuno nella vita su questo pianeta, debba, per coerenza, tenere alta la bandiera della solidarietà umana, e farsi promotore della legalità e del rispetto della civile e pacifica convivenza».
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