Gioco
Tovani e i 5 Stelle contro Lippi
Nel mirino il no del sindaco ai profughi in condominio
CECINA. Il caso del condominio di via Perugia 92, a Marina di Cecina, si è chiuso: accolte le proteste dei residenti contro l’ipotesi dell’Arci di alloggiare una decina di profughi all’interno di due appartamenti sfitti messi a disposizione dal proprietario. Il sindaco Lippi ha bocciato sul nascere la proposta. I condomini di via Perugia sono soddisfatti. «Le nostre proteste sono state accolte - dicono - finalmente si è capito che un condominio non è una succursale di un centro di accoglienza». Ma sul caso si scatena il dibattito politico. Il Movimento 5 Stelle e la capogruppo di Cecina civica, Pamela Tovani, intervengono insieme contro il sindaco. Nel mirino una sua dichiarazione sul fatto che l’accoglienza ai profughi non può essere fatta in un condominio residenziale, se si vogliono utilizzare abitazioni devono essere singole, con ingressi indipendenti. «"Abitazioni per i migranti? Sì, ma solo con ingressi separati". Se questa è la risposta e la soluzione proposta dal sindaco Lippi al problema dell'accoglienza profughi siamo in alto mare… per restare in tema di barconi - scrivono 5 Stelle e Cecina civica - . Che l'immigrazione sia un problema di difficile soluzione non vi è dubbio, ma se questi sono i tristi tentativi di arginare la drammatica questione ci preoccupiamo e anche molto». I due gruppi attaccano Lippi anche sull’Arci. «Un primo cittadino "democratico e lungimirante" che addossa la responsabilità ad Arci per aver scelto un appartamento in un condominio abitato di Cecina Mare, smarcandosi con un "non ne sapevo nulla" - aggiungono - fa capire che la situazione migranti non viene affrontata e gestita in modo appropriato nella sua complessità e con progetti seri. L'idea di cercare appartamenti indipendenti fuori dai condomini è addirittura peggiore. Vogliamo inaugurare a breve il ghetto di Cecina? No, grazie. Creare ancora più distanza e diffidenza tra la cittadinanza ed i migranti? No, grazie». Attacco infine al Pd. «Ma questo è frutto dell'usuale metodo Pd di "costruzione della democrazia" cecinese e non solo: fare tutto all'oscuro dei cittadini, che poi insorgono esasperati e magari con azioni scomposte. Non basta dire "Niente più migranti". Occorrono scelte politiche giuste e soprattutto condivise con i cittadini. Chiederemo spiegazioni e stavolta vogliamo risposte decenti, e attuabili».
Anche su Facebook si scatena il dibattito sul caso migranti. Il gruppo Forza Cecina rivendica il merito della soluzione al problema di via Perugia, per aver accolto lo sfogo di una condomina. Alessandro Tinti, di Alleanza per Cecina, plaude all’iniziativa del sindaco: «Lodevole, percepisce il disagio, prende le difese dei cecinesi, un passo avanti». Mauro Bini e Renzo Cioni, di Sel, bollano invece come razzista la posizione di Lippi («Ingressi separati? Il sindaco e il Pd devono spiegare»).
«La cosa più grave - dice Bini, ex presidente dell’Arci - è che si afferma che l'accoglienza si può fare con luoghi a concentrazione più alta di persone come alberghi e altri luoghi comunitari. Ma lo stesso presidente della regione, sempre dello stesso partito, mi pare vada affermando che si può fare integrazione ed accoglienza in piccoli luoghi e quindi appartamenti. Il sindaco decida se vuol stare con la Lega o con il Pd».
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