Il Tirreno

Con la bici nel sangue la baby nonna Roberta campionessa toscana

di Michele Falorni

Cecinese doc, gestisce un negozio di scarpe per bambini La mattina prima del lavoro si allena. E vince tutto

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CECINA. Incoronata reginetta del Giro del Granducato categoria W3, Roberta Santini ama il ciclismo su strada quanto la famiglia. Per lei, correre è missione e passione, divertimento e scommessa personale. A San Miniato, dove i dirigenti le hanno stretto sabato la mano consegnandole la maglia bianca e rosa, ha promesso a sé stessa, agli amici e alle avversarie che l'anno prossimo ci riproverà. Sì, perché è in sella alla "Scott" che ha vinto due tappe, Fiesole e Colle Val d'Elsa, sulle cinque previste dalla competizione, affascinante e faticosa, impegnativa e imprevedibile.

Una scommessa. «Corro da dieci anni per passione - racconta divertita - per stare bene e in forma. ma tutto è cominciato per “colpa” delle mie figlie, anche loro cicliste. Sono state loro a suggerirmi di provare. E allora via, organizzandomi per conciliare gli impegni agonistici con quelli della famiglia. Mio marito, Riccardo Lazzerini, mi capisce: prima delle regate in barca a vela, era in strada pure lui. E alla televisione, la sera o nel poco tempo libero, non guardo che programmi specifici». Insomma, ad accendere la scintilla per le eroine del pedale è stata una piccola provocazione. Le emozioni e le vittorie sono arrivate nel tempo. La categoria W-3 significa Women 3, ossia donne dai 49 anni in avanti. Santini, che è nonna, ne ha 52, è cecinese pura e titolare con la sorella Enrica del negozio "Piccoli passi" in via Cavour. Per chi non l'avesse capito, i genitori sono Enza ed Enrico, tifosissimi del Cecina calcio quasi da essere considerati presidenti. Allo stadio la domenica, per sostenere i ragazzi, però viene anche lei. Un gesto d'affetto verso la casacca rossoblù.

Il calcio, altra passione di famiglia. «L'altra squadra per cui tifo - prosegue - è la Sampdoria di Genova. Sono cresciuta insieme a Luca Brunetti (difensore dal grande passato in serie A) e, con i suoi genitori, abbiamo visto decine di partite a Marassi». Bene. Avanti con il resto della storia, allora. Tesserata per lo Sporting Club di Rosignano Marittimo classe Amatori, Santini è vicepresidente del comitato provinciale della Federciclismo dal 2012. I premi che riceve quando per prima taglia il traguardo non sono i soldi, ma prosciutti e bicchieri, materiale per la bicicletta e altro. È la ricompensa per avere percorso, in media, 18 mila chilometri l'anno. Nel 2016 ha iniziato la stagione a Pomarance, mantenendo il ritmo da passista veloce che le permette di rimanere quasi sempre agganciata al gruppo di testa. Domanda secca: nel ciclismo esiste il gioco di squadra. «Come no. E ringrazio chi, durante le gare, mi ha sostenuto. Quindi Fabrizio Bellini, Stefano Calonaci, Samuele Sgalla e Cristiano Bianchi». Alfieri che, a turno, le hanno dato protezione e dedizione. Sì, perché se una donna va forte è giusto che gli uomini l'aiutino a distribuire le energie negli oltre 100 chilometri di tappa, in attesa della volata e del traguardo.

Allenamenti la mattina. «Correrò ancora per qualche anno - giura - perché la scarica di adrenalina che regala la bici è insostituibile. Mi piacerebbe che il numero delle iscritte aumentasse ancora e che, fin da piccoli, i bambini conoscessero il ciclismo e non solo il calcio, per formarsi e trascorrere ore all'aria aperta. Dimenticavo: a chi mi chiede come faccio, rispondo di provare. Chi vuole può, la paura si vince in nome del divertimento».

In cucina solo 2 piatti. Roberta pedala al mattino, prima di lavorare. Da dicembre, via alla tabella di marcia preparata dalla figlia Caterina, laureata in Scienze motorie. «A questa età - conclude - siamo più consapevoli e si gareggia in altro modo, vivendo il sacrificio in maniera diversa. Io, per esempio, ho vinto anche una cronometro a squadre e ho partecipato alla Nove Colli di Cesenatico, dove eravamo in 14mila. Leggo riviste di settore e giornali, parlo di ciclismo in casa, ascolto Renato Zero e Luciano Ligabue, Bruce Springsteen e Francesco Renga. Poi cucino, ma solo due piatti: le melanzane alla parmigiana e il tiramisù». Per forza, la giornata è finita. E il 12 marzo del 2017 via a pedalare: a Roma, questa volta. Sempre con il sorriso, ma affamata di vittorie.

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