Gioco
Con la bici nel sangue la baby nonna Roberta campionessa toscana
Cecinese doc, gestisce un negozio di scarpe per bambini La mattina prima del lavoro si allena. E vince tutto
CECINA. Incoronata reginetta del Giro del Granducato categoria W3, Roberta Santini ama il ciclismo su strada quanto la famiglia. Per lei, correre è missione e passione, divertimento e scommessa personale. A San Miniato, dove i dirigenti le hanno stretto sabato la mano consegnandole la maglia bianca e rosa, ha promesso a sé stessa, agli amici e alle avversarie che l'anno prossimo ci riproverà. Sì, perché è in sella alla "Scott" che ha vinto due tappe, Fiesole e Colle Val d'Elsa, sulle cinque previste dalla competizione, affascinante e faticosa, impegnativa e imprevedibile.
Una scommessa. «Corro da dieci anni per passione - racconta divertita - per stare bene e in forma. ma tutto è cominciato per “colpa” delle mie figlie, anche loro cicliste. Sono state loro a suggerirmi di provare. E allora via, organizzandomi per conciliare gli impegni agonistici con quelli della famiglia. Mio marito, Riccardo Lazzerini, mi capisce: prima delle regate in barca a vela, era in strada pure lui. E alla televisione, la sera o nel poco tempo libero, non guardo che programmi specifici». Insomma, ad accendere la scintilla per le eroine del pedale è stata una piccola provocazione. Le emozioni e le vittorie sono arrivate nel tempo. La categoria W-3 significa Women 3, ossia donne dai 49 anni in avanti. Santini, che è nonna, ne ha 52, è cecinese pura e titolare con la sorella Enrica del negozio "Piccoli passi" in via Cavour. Per chi non l'avesse capito, i genitori sono Enza ed Enrico, tifosissimi del Cecina calcio quasi da essere considerati presidenti. Allo stadio la domenica, per sostenere i ragazzi, però viene anche lei. Un gesto d'affetto verso la casacca rossoblù.
Il calcio, altra passione di famiglia. «L'altra squadra per cui tifo - prosegue - è la Sampdoria di Genova. Sono cresciuta insieme a Luca Brunetti (difensore dal grande passato in serie A) e, con i suoi genitori, abbiamo visto decine di partite a Marassi». Bene. Avanti con il resto della storia, allora. Tesserata per lo Sporting Club di Rosignano Marittimo classe Amatori, Santini è vicepresidente del comitato provinciale della Federciclismo dal 2012. I premi che riceve quando per prima taglia il traguardo non sono i soldi, ma prosciutti e bicchieri, materiale per la bicicletta e altro. È la ricompensa per avere percorso, in media, 18 mila chilometri l'anno. Nel 2016 ha iniziato la stagione a Pomarance, mantenendo il ritmo da passista veloce che le permette di rimanere quasi sempre agganciata al gruppo di testa. Domanda secca: nel ciclismo esiste il gioco di squadra. «Come no. E ringrazio chi, durante le gare, mi ha sostenuto. Quindi Fabrizio Bellini, Stefano Calonaci, Samuele Sgalla e Cristiano Bianchi». Alfieri che, a turno, le hanno dato protezione e dedizione. Sì, perché se una donna va forte è giusto che gli uomini l'aiutino a distribuire le energie negli oltre 100 chilometri di tappa, in attesa della volata e del traguardo.
Allenamenti la mattina. «Correrò ancora per qualche anno - giura - perché la scarica di adrenalina che regala la bici è insostituibile. Mi piacerebbe che il numero delle iscritte aumentasse ancora e che, fin da piccoli, i bambini conoscessero il ciclismo e non solo il calcio, per formarsi e trascorrere ore all'aria aperta. Dimenticavo: a chi mi chiede come faccio, rispondo di provare. Chi vuole può, la paura si vince in nome del divertimento».
In cucina solo 2 piatti. Roberta pedala al mattino, prima di lavorare. Da dicembre, via alla tabella di marcia preparata dalla figlia Caterina, laureata in Scienze motorie. «A questa età - conclude - siamo più consapevoli e si gareggia in altro modo, vivendo il sacrificio in maniera diversa. Io, per esempio, ho vinto anche una cronometro a squadre e ho partecipato alla Nove Colli di Cesenatico, dove eravamo in 14mila. Leggo riviste di settore e giornali, parlo di ciclismo in casa, ascolto Renato Zero e Luciano Ligabue, Bruce Springsteen e Francesco Renga. Poi cucino, ma solo due piatti: le melanzane alla parmigiana e il tiramisù». Per forza, la giornata è finita. E il 12 marzo del 2017 via a pedalare: a Roma, questa volta. Sempre con il sorriso, ma affamata di vittorie.
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