Il Tirreno

Crepe dentro palazzo civico rebus sulla sede provvisoria

Gragnoli (Insieme per Castagneto) interviene sui tempi di trasferimento di 18 dipendenti «Allarme sicurezza, evacuare al più presto. Ci chiediamo se il Comune abbia abbastanza risorse»

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CASTAGNETO CARDUCCI. Torna sulle criticità legate alle crepe del palazzo civico di Castagneto Carducci il consigliere comunale Benito Gragnoli, con un interrogazione rivolta al sindaco dove si chiede chiarezza su termini, progetti ed investimenti.

Lo stesso vice sindaco Miriano Corsini ha dichiarato che entro fine anno dovrebbe essere messa in atto l'evacuazione dei locali dove stanno i 18 dipendenti, per poi procedere all'inizio lavori per l'anno nuovo.

«In merito alla pericolosità del palazzo comunale di Castagneto Carducci, interessato da lesioni alle strutture portanti e, quindi, di fatto, in pericolo di crollo in caso di sisma e non solo e la necessità di evacuare al più presto l'edificio, trasferendo il personale in altre sedi - scrive Gragnoli a nome della lista di minoranza - ci ha spinto a chiedere quali siano i costi preventivati per la messa in sicurezza dell'edificio comunale e come l'amministrazione intenda farvi fronte non solo in termini finanziari (cosa da non sottovalutare) e in che tempi». E ancora Gragnoli chiede di sapere «quali siano i costi preventivati per lo spostamento del personale e per l'eventuale affitto di nuovi locali, tenendo conto che sarà necessario reperire sul mercato immobiliare almeno 200/250 metri quadrati, per almeno 13 nuovi uffici, cui vanno aggiunti spazi per archivi, servizi igienici e sale d'aspetto».

Saranno da trasferire tra gli altri: un centralinista, un addetto Urp, due addetti al protocollo, due capo area, un segretario generale, un messo comunale, altri 5 addetti e diversi uffici.

«Con quali mezzi finanziari l'amministrazione intende fare fronte a questa nuova necessità considerato gli oltre 100.000 euro per affitti che ogni anno già gravano sul bilancio? - continua Gragnoli - Perché non sè stata tenuta in debito conto la situazione dell'edificio comunale, ben nota da tempo già monitorata e mai affrontata fin dalla passata amministrazione, prima di spostare dipendenti in vari uffici sul territorio come recentemente avvenuto?».

E il consigliere comunale di opposizione affonda anche sul centro civico. «Che fine ha fatto il tanto "strombazzato" centro servizi " edificio che il consorzio piana degli ulivi, con sede allo studio professionale del segretario del Pd di Donoratico, doveva realizzare nella lottizzazione di via delle Pievi del quale non si vede neanche l'ombra, tenuto conto che la "Edal Klima" di Pontedera, progettista degli impianti elettrici e di climatizzazione - con nota del 24 aprile 2016, ha diffidato il Comune dall'utilizzare il progetto inviato? A che punto sono le procedure di esproprio a carico del Comune?".

Divina Vitale

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