La protesta
«Qui c’è un crescente senso di paura»
Ladronaia, le voci dei residenti dopo il raid notturno con 22 garage danneggiati e il furto di un’automobile
CECINA. La paura è che si ripeta di nuovo. Dopo aver controllato il contenuto dei garage. Il timore generale dei residenti in piazza Iori è proprio questo, dopo che alcuni malviventi hanno praticato due fori in 22 dei 24 garage alla Ladronaia portando via un’automobile custodita all’interno di uno dei garage. «Fortunatamente non ci siamo accorti di nulla, nonostante le nostre camere da letto affaccino proprio sui garage», racconta la signora Tina, residente in uno dei 24 appartamenti nel complesso residenziale della Ladronaia. «Nel nostro garage ci sono 7 bici, oltre a un motorino e a vari attrezzi da lavoro. Siamo stati fortunati perché non sono entrati, hanno solo dato un’occhiata all’interno».
Sorte diversa è toccata al signor Giuseppe, che la mattina del 12 ottobre ha trovato il suo garage aperto «con due grandi fori praticati all’altezza della maniglia. Fortunatamente non hanno portato via nulla, visto che oltre alla macchina c’erano la moto e due biciclette. Probabilmente per prendere la mia macchina – ipotizza – avrebbero fatto troppo rumore, considerato che non avevo lasciato le chiavi all’interno, ed hanno preferito lasciarla. Già cinque anni fa la mia compagna, sempre qui, aveva ricevuto in casa la visita dei ladri». L’accaduto non convince neanche Claudio Gozzoli, residente nella palazzina dove è avvenuto il furto dell’auto, che esclude un collegamento con i casi di bivacco registrati nella Ladronaia e punta il dito sul fatto «che questi eventi particolari, anche se non proprio come questo nel caso specifico, si verificano ogni volta che in città c’è il circo oppure la fiera. E poi, guarda caso, gli unici due garage aperti sono quelli in coincidenza degli scivoli». Ipotesi che i residenti si scambiano tra loro, cercando di capire i motivi dell’atto vandalico e i possibili autori.
«Sicuramente qualcuno di loro era alto un metro e 80 – spiega Andrea Quiriconi – visto che i buchi sono stati praticati a quell’altezza, e senza troppo sforzo, considerando che la lamiera è sottile e può essere tagliata anche con un apriscatole». «E qualcun altro gli faceva il palo – gli fa eco la vicina di casa, Maria Genna –, perché comunque qualcuno si trova sempre a passare in zona, anche di notte, quando c’è chi rientra tardi dal lavoro, per esempio. Fortunatamente mio figlio, che solitamente torna tardi la sera, era in casa e nessuno si è accorto di nulla».
Gli autori del raid devono aver utilizzato un banale cacciavite per aprire leggermente le bocchette dell’aria già presenti su ogni porta, «una tecnica particolare. È per questo che credo si tratti – riprende Quiriconi – di una banda specializzata in questo tipo di furti, venuta da fuori, che aveva bisogno di un’auto capace di non dare troppo nell’occhio, di piccola cilindrata, da utilizzare per altri tipi di reati, come per esempio una rapina». E ora la paura «è che tornino, che gli interessava vedere cosa ci fosse dentro i garage – commenta Eda Bottoni – ma non possiamo passare la notte a controllare se torna di nuovo qualcuno».
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