Gioco
Il silenzio dell’Asl sul caso dei medici allontanati
Dopo il provvedimento disciplinare la direzione sceglie di non parlare La Procura di Livorno: «Se ci sono denunce non vengono mai trascurate»
CECINA. «Non ci sono scritti, denunce e notizie di reato che vengono trascurate dalla Procura». Sul caso dei tre medici del 118 e del pronto soccorso allontanati dall’Asl, il procuratore capo della Procura della Repubblica di Livorno Ettore Squillace Greco non si sbilancia. Si limita a chiarire che «la Procura non trascura informazioni che abbiano il carattere di notizia di reato». Come a dire che se a riguardo dell’intera vicenda fossero state presentate denunce la giustizia farebbe il percorso previsto.
Dal canto suo il sindaco Samuele Lippi ripete di aver «raccolto del materiale poi inviato alla procura».
Quel che salta agli occhi, nell’intera vicenda, è il silenzio dell’azienda sanitaria Toscana nord-ovest (in cui è confluita l’Asl 6). È vero che nei giorni scorsi il responsabile del pronto soccorso cittadino, Paolo Pennati, ha spiegato che «sebbene i professionisti fossero in possesso dei titoli adeguati per lavorare nel settore dell’emergenza-urgenza, non eravamo convinti del loro operato. Ci siamo resi conto che potevano verificarsi situazioni non propriamente adeguate». E ha sottolineato che dell’intera questione è stata informata anche la direttrice generale dell’azienda sanitaria Maria Teresa De Lauretis.
Fatto sta che ad oggi l’Asl non ha fatto chiarezza su svariati punti: a quando risalgono le prime segnalazioni su comportamenti inadeguati dei medici in questione nei confronti di pazienti e loro familiari? L’Asl quanto ha atteso prima di muoversi?
Non solo, con la sospensione per tre mesi (dall’1 settembre) del medico attivo al pronto soccorso, adesso la struttura ha un organico ridotto. L’azienda sanitaria potrebbe fornire spiegazioni anche su questo aspetto.
Spiegazioni che sarebbero fondamentali anche per la traquillità dei cittadini e dei tanti professionisti attivi in pronto soccorso. Da quando la notizia della segnalazione del sindaco in Procura si è sparsa sulla costa, i medici del pronto soccorso sono sotto pressione. Capita infatti che negli ultimi giorni i cittadini, allarmati, possano avere toni e comportamenti accusatori nei confronti dei medici che operano per il 118 e all’interno del pronto soccorso cittadino.
Il rischio, insomma, è che per una vicenda che riguarda un numero limitato di medici, vengano additati tutti i professionisti che lavorano on passione e professionalità sia sulle ambulanze che al pronto soccorso.
Un rischio che il dottor Pennati nei giorni scorsi ha voluto scongiurare, garantendo come nonostante da settembre il suo reparto avesse un medico in meno, «le persone devono stare tranquille perché la qualità del servizio non viene in alcun modo ridotta, sia al pronto soccorso che sulle ambulanze».
Insomma, l’unica certezza sembra essere il provvedimento disciplinare preso da Asl nelle scorse settimane nei confronti di uno dei medici (una donna), sospeso per tre mesi, mentre una collega presta servizio in un’altra struttura sanitaria, ed il terzo ha lasciato ogni incarico che facesse capo all’Asl. C’è da capire, infine, se la vicenda avrà un riscontro giudiziario.
Dal canto suo il Movimento 5 Stelle, che ha già preparato un’interrogazione per il prossimo consiglio comunale, spiega di volere chiedere chiarezza sulla vicenda al primo cittadino.(a.c.)
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