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Integrazione, un pallone e il campo alla Ladronaia

Integrazione, un pallone e il campo alla Ladronaia

CECINA. Tutti contro tutti. E tutti con tutti. Nel campo della Ladronaia, dove l’unica lingua parlata è stata quello dello sport. Un torneo di calciotto informale, che l’8 ottobre ha visto scendere...

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CECINA. Tutti contro tutti. E tutti con tutti. Nel campo della Ladronaia, dove l’unica lingua parlata è stata quello dello sport. Un torneo di calciotto informale, che l’8 ottobre ha visto scendere in campo soprattutto la solidarietà e l’integrazione, insieme agli alunni del Liceo Fermi, del Marco Polo e a diversi richiedenti asilo ospitati in varie strutture sparse sul territorio. Oltre 60 i ragazzi che hanno preso parte al torneo, organizzato nel campo da gioco della Ladronaia dall’associazione Mestizaje, in rete con associazioni locali e nazionali tra cui Oxfam, Arci, Centro solidarietà Monica C., Lab.oratorio, EncuentrArte, Gas Casale Marittimo, Coop Cecina-Donoratico, nell’ambito della manifestazione Clandestinamente, tutte impegnate in una tre giorni di riflessioni e approfondimenti legati al tema dell’immigrazione.

Le squadre, composte da otto ragazzi e due ragazze, si sono alternate in un tutti contro tutti che è andato alla squadra dei richiedenti asilo ospiti dell’hotel Mediterraneo di Marina di Cecina, centro di prima accoglienza gestito dall’Arci Bassa Val di Cecina. Con 6 punti, ha superato la squadra messa in campo dal Liceo Fermi e quella dei richiedenti asilo della Melatina, a pari merito in classifica con 4 punti realizzati. A chiudere la classifica la squadra formata dai richiedenti asilo di Castiglioncello, ospiti del centro di prima accoglienza gestito anch’esso da Arci Bassa Val di Cecina, con 2 punti totalizzati, e le squadre del Marco Polo e della Oxfam/Sprar, la prima chiamata a gestire i centri di prima accoglienza di Cecina e Rosignano, e la Sprar responsabile dell’accoglienza, tramite l’Arci Toscana, all’interno di 5 appartamenti presenti sul territorio.

Decisive le reti al femminile, che da regolamento validavano i gol realizzati dai loro compagni di squadra all’interno dei quaranta minuti di gioco destinati ad ogni partita.

Regole e divertimento, dunque. Una mattinata di condivisione e rispetto reciproco, sportivo e umano. Esempi di integrazione dal basso, con una partecipazione «che i ragazzi hanno accolto ben volentieri, e che li ha molto divertiti», spiega il professor Chirici del Liceo Fermi, che ha accompagnato e sostenuto la squadra sul campo. Immediata l’adesione anche da parte dei dirigenti del Marco Polo, «sia di tutti i docenti – fa sapere il preside dell’Istituto, Marco Benucci – che, in particolare, dei ragazzi coinvolti», accompagnati per l’occasione dal professore di educazione fisica, Cosimo Pozone.

Un percorso di integrazione, che ha appena posato la sua prima pietra sotto il sole, spuntato prima del fischio d’inizio, e gli occhi delle famiglie e dei cittadini che hanno preso parte alla riuscita del torneo. Un torneo, che chiude la settima edizione della manifestazione Clandestinamente, che ha regalato al primo classificato t-shirt messe in palio dall’associazione Mestizaje, al secondo un pallone da calcio e che è riuscito a mettere insieme culture e provenienze diverse, passato, presente e futuro, ad azzerare le differenze, a far parlare un’unica lingua ed a realizzare un melting pot.

«Lo scopo delle associazioni è stato proprio quello di far capire che tutti insieme si può giocare – afferma Domenico Di Pietro, presidente di Mestizaje, l’associazione capofila nell'organizzazione di Clandestinamente –.Ed è anche più bello. L’integrazione rappresenta per noi la vera vittoria della partita ed oggi speriamo davvero di aver messo a segno un bel gol».

Leondina Marulli

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