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Caso mensa, i consiglieri di As «La giunta faccia chiarezza»
SAN VINCENZO. La lista di opposizione Assemblea sanvincenzina (As) attacca l’amministrazione sulla vicenda della mensa scolastica, che vede rinviata a giudizio penale la società Vivenda, gestrice del...
SAN VINCENZO. La lista di opposizione Assemblea sanvincenzina (As) attacca l’amministrazione sulla vicenda della mensa scolastica, che vede rinviata a giudizio penale la società Vivenda, gestrice del servizio e recentemente vincitrice del bando per la refezione scolastica fino al 2020. Al centro del processo la fornitura di servizi di refezione scolastica contenenti carni bovine, avicole, suine e prosciutto crudo di qualità, origine e provenienza diverse da quelle dichiarate nel capitolato d’appalto. «Una vicenda incredibile», la definisce As. «È assai grave – afferma la lista di opposizione – che l’amministrazione abbia taciuto sulla vicenda Vivenda. Assessore o sindaco mai, dal 13 giugno ad oggi, hanno messo a conoscenza la Commissione mensa e i cittadini dei fatti avvenuti nelle scuole, dove la qualità del cibo che veniva distribuito non era quella dichiarata. La società, forse per risparmiare, non ha rispettato gli standard imposti dal bando: un atto gravissimo e i cittadini avrebbero dovuto conoscere immediatamente la situazione. L’amministrazione non solo ha taciuto, ma ha fatto molto poco per avere migliori garanzie attraverso, per esempio, una redazione più consapevole e stringente del nuovo bando. Bando vinto proprio da Vivenda».
Per i consiglieri di As Fabiana Boccini, Francesco Battini e Paolo Riccucci: «Nonostante questi gravi fatti l’amministrazione ha ritenuto opportuno non informare nessuno e procedere con la pubblicazione del bando per l’affidamento e il rinnovo del servizio di ristorazione della mensa scolastica, del nido e dei dipendenti comunali dei Comuni di San Vincenzo e Sassetta dal 1º settembre 2016 al 31 agosto 2020. Il 16 settembre 2016, un giorno dopo essersi costituiti parte lesa nel processo, viene confermata ancora Vivenda per altri 4 anni, una società che è anche stata attenzionata dalla Prefettura di Roma per Mafia capitale. Com’è possibile che, dopo un atto così grave, che potrebbe mettere in gioco la salute dei ragazzi ogni giorno, e dopo i provvedimenti antimafia e l’apparente possibile pericolo di infiltrazione mafiosa all’interno di Vivenda, si continui ad affidare la gestione della refezione scolastica a quell’azienda? Come mai questo silenzio da parte dei nostri amministratori?». As conclude: «Ora che la verità è lampante, l’amministrazione non può più continuare a tacere. Che ci spieghino pubblicamente e senza giri di parole cosa è accaduto».
Paolo Federighi
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