Il Tirreno

il caso

Consiglieri, giro di vite sui rimborsi

Stop alla restituzione dei soldi per il percorso dal lavoro al Comune

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ROSIGNANO. Le minoranze non rinunciano ai rimborsi spese dei viaggi per andare in consiglio comunale. E votano compatte contro la modifica dell’articolo 26 del regolamento del consiglio comunale. «Si tratta di un atto dovuto - ha spiegato il vicesindaco Daniele Donati -, dato che ci dobbiamo adeguare al Tuel (Testo unico enti locali) e a una nuova regola del ministero dell’Economia».

In pratica finora era previsto un rimborso per le spese di viaggio dei consiglieri anche per il tragitto dal loro posto di lavoro fino alla sede del consiglio comunale.

Le nuove norme restringono i rimborsi, che vengono quindi concessi esclusivamente per il tragitto dalla residenza del consigliere alla sede del consiglio (tranne per chi abita nel capoluogo, per cui non è previsto alcun rimborso).

La modifica del regolamento del consiglio comunale è stata approvata con i soli voti favorevoli del Pd, mentre le forze di opposizione (M5S, Forza Italia, Sul, Rds e Gruppo misto) si sono espresse in modo contrario, spiegando che esistono altri comparti dove tagliare le spese e che una decisione del genere, come ha detto Angeli (Forza Italia), «può rappresentare anche una discriminazione per alcuni consiglieri che magari non possono permettersi di sostenere le spese di viaggio dal posto di lavoro al consiglio, soprattutto se lavorano in zone distanti». Fatto sta che il regolamento comunale non prevede più alcun rimborso per chi arriva in consiglio dal proprio posto di lavoro.

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