Il Tirreno

«Il Comune non tutela le proprietà di tutti»

Bibbona, per Responsabilità civica sono molti i terreni che rischiano o sono già usucapiti da privati

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BIBBONA. «La totale mancanza di controllo da parte dell’amministrazione comunale di Bibbona, incapace di vigilare e tutelare le proprietà immobiliari dei contribuenti è cosa ben nota». Così il capogruppo di Responsabilità civica Massimiliano Rugo in seguito alla condanna del Comune di Bibbona da parte del Tribunale di Livorno per un terreno usucapito da una signora che dal 1961 lo utilizza per coltivare l’orto.

Nel caso arrivato a sentenza il Comune nel 2009 aveva venduta all’asta quei 615 metri quadrati in vicolo Assisi alla Simi Srl di Rosignano a cui ha dovuto restituire i soldi incassati. Alla signora Olga Giannelli è stata riconosciuta la proprietà del terreno. Mentre il conto per l’ente, compreso di spese processuali, è di 200.000 euro.

«Il nostro gruppo consiliare, a tale riguardo, già dal suo insediamento a giugno 2014, ha avviato una serie di precisi controlli e monitoraggi sul fenomeno ancora poco chiaro di un numero tuttora imprecisato di terreni già usucapiti ovvero ancora oggi a rischio di usucapione da parte di privati – sottolinea Rugo –. Fenomeno poco chiaro in quanto è tutt’ora imprecisato sia il numero delle proprietà ancora a rischio che il numero dei soggetti potenzialmente legittimati a vantare tale diritto».

Tra i soggetti coinvolti per il capogruppo di Responsabilità civica «va necessariamente fatto un netto distinguo tra coloro che vantano tale diritto in buona fede da coloro che diversamente lo vantano in assoluta malafede con complicità di natura imprecisata, di una amministrazione che non controlla assolutamente nulla». Rugo entra nel merito. «Già lo scorso anno abbiamo segnalato sia alla Polizia municipale che all’ufficio Lavori pubblici, alcune anomalie riscontrate sul territorio comunale, anomalie tradottesi in alcuni casi in indagini di polizia giudiziaria, come nel caso di Marina di Bibbona, dove un immobile risultato non accatastato e molto probabilmente abusivo, aveva addirittura acquisito una porzione di terreno comunale adibito a parcheggio pubblico, un terreno ben delimitato da siepi e cancello con tanto di passo carrabile».

Questo il quadro. «Sono molti i terreni comunali utilizzati arbitrariamente dai privati ad uso orto, sono molti e gli amministratori lo sanno da anni, conoscendo nomi e cognomi dei soggetti interessati, molti dei quali vicini all’organizzazione politica di cui fa parte la maggioranza – conlcude –. L’ufficio Lavori pubblici del Comune non è assolutamente in grado di gestire questo fenomeno sia per la carenza di personale necessario allo scopo, sia per la mancanza totale di una direttiva politica decisa e competente dell’amministrazione».(m.m.)

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