Il Tirreno

NEL PARCO DEL PASQUINI

Bambini e profughi insieme a “Puliamo il mondo”

Bambini e profughi insieme a “Puliamo il mondo”

CECINA. Bambini e profughi insieme per pulire il parco del Castello Pasquini. Armati di guanti, pertiche e sacchi, con la pettorina gialla di Legambiente hanno collaborato fianco a fianco, per l'inter...

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CECINA. Bambini e profughi insieme per pulire il parco del Castello Pasquini. Armati di guanti, pertiche e sacchi, con la pettorina gialla di Legambiente hanno collaborato fianco a fianco, per l'intera mattinata di venerdì, per liberare la pineta da sporco e rifiuti. Quattro giovani richiedenti asilo e provenienti dal Senegal, dalla Guinea e dall'Afghanistan hanno fatto da tutor a 90 piccoli alunni della scuola primaria Fucini di Castiglioncello divisi in vari gruppi. Una mattinata all'insegna del territorio e della solidarietà, durante la quale è stato possibile registrare un contatto positivo tra i bambini ed i rifugiati che vivono ormai già da qualche mese a Rosignano Solvay. Giovani ragazzi che stanno studiando la lingua italiana e che venerdì mattina hanno avuto modo di interagire con parte della comunità locale. L'occasione è stata quella della 24ª edizione di "Puliamo il mondo". Un'iniziativa di volontariato organizzata da Legambiente su tutto il territorio nazionale che si è tenuta anche a Castiglioncello in collaborazione con l'amministrazione comunale e con varie aziende e associazioni locali. Tra queste, ha aderito anche l'ong Oxfam che gestisce sia un centro di accoglienza per rifugiati a Rosignano che altri due a Cecina. 10 uomini e 14 donne in totale, tutti richiedenti asilo ed in fuga dai loro paesi d'origine per guerre o povertà. «Si tratta di ragazzi che vivono sul nostro territorio - hanno spiegato Daria Franceschini e Gloria Andretti che gestiscono il progetto Oxfam sulla provincia di Livorno - in attesa dei documenti. Provengono dal Senegal come dal Mali e dal Pakistan ed in molti, soprattutto gli Eritrei, sognano di trasferirsi presto nei Paesi del nord Europa». Il percorso che li attende qui in Italia è però ancora molto lungo, motivo per cui Oxfam, parallelamente al supporto che offre loro nel percorso di richiesta di protezione internazionale, cerca inoltre di coinvolgerli attivamente in progetti sul territorio.

«Cerchiamo - hanno sottolineato - di tenerli impegnati attraverso corsi di lingua o attività di volontariato per permettere loro di acquisire competenze preziose ma allo stesso tempo di contribuire a ripagare la comunità che li ospita. Stiamo infatti collaborando con il Comune per un progetto futuro che li vedrà alle prese con lavori socialmente utili. Grazie, invece, all'associazione Asca nelle scorse settimane hanno realizzato un piccolo orto nel giardino della loro casa». Un orto che curano e coltivano quotidianamente attraverso un'attività che rappresenta per loro un passo importante verso una totale integrazione.

Elisa Pastore

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