Il Tirreno

Ancora senza sostegno

di Elisa Pastore
Ancora senza sostegno

La rabbia dei genitori, la preside: assunzioni al massimo in una settimana

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ROSIGNANO. «Lorenzo continua ad andare a scuola soltanto due ore a mattina. Tutti i giorni, ad eccezione del sabato». Una situazione drammatica - racconta la mamma, Melisenda Vivaldi - per un ragazzo autistico di 17 anni che frequenta la seconda liceo dell'istituto Enrico Mattei. Un ragazzo che è stato costretto a posticipare il primo giorno di scuola rispetto al resto dei suoi compagni. Una decisione presa dalla madre dal momento che mentre gli altri fanno lezione tutta la mattina, lui non può. Può soltanto per due ore, dalle 8.30 alle 10.30. Il tempo in cui, per adesso, c'è un insegnante di sostegno che si occupa di lui. Che si prende cura di Lorenzo e che lo aiuta nell'apprendimento delle varie materie. Per il resto della mattina per lui non c'è nessuno. Non è ancora arrivato un altro insegnante. E non si sa, di preciso, quando arriverà. Motivo per cui, quando suona la campanella della ricreazione - mentre gli altri studenti si riuniscono per fare merenda e scambiare due parole - Lorenzo vede ogni giorno arrivare la madre per portarlo a casa. Ogni giorno, abbassa lo sguardo e accetta a malincuore di lasciare il banco fino al giorno successivo. «Nel giro di una settimana al massimo - è intervenuta la preside dell'istituto, Nicoletta Latrofa - si metterà tutto a pieno regime. La definizione delle assunzioni non dipende dal dirigente ma dall'ufficio scolastico di Livorno. Necessita il rispetto dei tempi e dei docenti qualificati. Certo è che i meccanismi sono articolati e le prese di servizio, per gli insegnanti, non sono immediate. Si tratta, oltretutto, di una situazione complessa che interessa molte scuole in Italia. Non soltanto la nostra all'interno della quale, per adesso, abbiamo concordato un orario ridotto nell'attesa di coprire tutte le ore che abbiamo richiesto per i ragazzi disabili in un rapporto di un insegnante ogni due alunni». Una situazione, di fatto, che in questi giorni ha visto decine di studenti autistici costretti a frequentare soltanto due ore di lezione a mattina per mancanza dei prof di sostegno. Costretti a fare i conti sulla propria pelle con le carenze di un sistema scolastico che, in questo modo, va a danneggiare equilibri già molto fragili. La speranza delle famiglie, ad anno scolastico ormai iniziato, è che si concluda il prima possibile l'assegnazione definitiva dei ruoli dei docenti. Che arrivino insegnanti di sostegno che si prendano cura dei loro figli e che permettano loro una frequenza scolastica al pari dei loro compagni. «Per adesso - ha concluso Melisenda Vivaldi - al Mattei non è cambiato niente. La situazione continua ad essere drammatica ed anticostituzionale. Nessuno riesce a darmi delle risposte certe, delle sicurezze». E ancora: «Tutto questo genera nei genitori un senso di impotenza. Ci sentiamo deboli ed indifesi e forse l'unico modo che abbiamo è quello di unire le nostre forze. Di urlare e di denunciare un diritto negato ai nostri figli a Rosignano tanto quanto a Livorno o a Lucca».

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