Sicurezza
Suo il terreno del Comune ci coltiva l’orto da 50 anni
Bibbona, all’ente condannato dal Tribunale di Livorno un conto da 200.000 euro Risarcita anche la società a cui nel 2010 aveva ceduto quell’area in vicolo Assisi
CECINA. Insalate, pomodori, fagioli e zucchine. La signora Olga Giannelli può continuare a coltivare il suo orto. Quel terreno di 615 metri quadrati a margine del vicolo Assisi di cui si prende cura dal 1961 è suo a tutti gli effetti. E non ha dovuto sborsare neppure un euro. Lo ha usucapito in danno al Comune di Bibbona. A sancirlo è il Tribunale di Livorno, la sentenza è dello scorso19 luglio. Una distrazione che all’ente costa cara. Al netto della brutta figura il conto supera i 200.000 euro. E a cascata dovrà anche rivedere le previsioni urbanistiche.
Riavvolgiamo il nastro. Alla fine del 2009 il Comune di Bibbona indice l’asta per vendere il terreno edificabile a lato di vicolo Assisi. La previsione urbanistica prevede 650 metri cubi ad uso residenziale. L’asta si chiude con la registrazione del contratto a novembre del 2010. Ad acquistare quel terreno è la Simi Srl di Rosignano al prezzo di 141.071 euro. Ma la società non riuscirà mai ad entrare in possesso del terreno. Al punto da citare in giudizio la signora Giannelli per chiedere che sia condannata al rilascio.
La signora Olga fa valere le proprie ragioni e dimostra che dal1961 ha esercitato initerrottamente e continuamente un possesso e dominio esclusivo su quella porzione di terreno. E chiede ai giudici di accertare l’intervenuto acquisto per usocapione. Al che la Simi Srl si è vista costretta a chiamare in giudizio il Comune per far valere la risoluzione del contratto di compravendita e la condanna dell’ente alla restituzione del prezzo e al risarcimento del danno.
Una matassa che il Tribunale di Livorno ha sbrogliato riconoscendo la proprietà del terreno alla signora Giannelli e condannando il Comune di Bibbona. L’ente deve restituire all’acquirente 175.552,88 euro e farsi carico delle spese processuali 20.605,27 euro. Ma dal conto sfugge la parcella per lo studio legale che ha assistito il Comune.
«Gli uffici non avevano modo di rendersi conto che si trattava di un’area coltivata a orto – dice il sindaco di Bibbona Massimo Fedeli –. Anche quando sono stati tracciati i confini per la successiva vendita nessuno si è opposto». E conclude: «Vedremo di rimodulare la previsione urbanistica». Una sponda la dà il Tribunale: “Non emerge in effetti una colpa del Comune di Bibbona (non è contestato che in relazione al rogito di acquisto la particella fosse interamente dell’ente, l’acquisto parziale è avvenuto per usucapione e quindi in difetto di qualsiasi pubblicità formale, al fondo limitrofo di cui la signora Olga Giannelli era comproprietaria era stata attribuita una analoga capacità edificatoria e l’esperimento dell’azione di accertamento dell’intervenuta usucapione non era prevedibile)”.
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