Il Tirreno

Siringhe, scatta l’indagine per procurato allarme

di Manolo Morandini
Siringhe, scatta l’indagine per procurato allarme

Nel serbatoio di quella trovata in centro c’è un antibiotico per uso veterinario Del caso è investito il commissariato, 6 gli episodi accertati nell’ultimo semestre

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CECINA. Sei episodi in sei mesi. Siringhe sporche di sangue. Gettate a terra, abbandonate. In piazza Carducci, ed è l’ultimo caso, ha ancora il liquido nel serbatoio. Si riavvolge il nastro. E cambia la visione. Non c’è più solo la corsa a rimuovere il potenziale pericolo. L’oggetto diventa per la polizia municipale è una potenziale prova. Inviato all’Istituto di tossicologia forense di Pisa per le analisi. E dai risultati prende corpo l’ipotesi che qualche mano misteriosa stia agendo per procurare allarme. Dentro a quella siringa da insulina non c’è alcuna sostanza stupefacente, ma un antibiotico per uso veterinario. I ritrovamenti adesso sono al vaglio del commissariato a cui si è rivolto il sindaco di Cecina Samuele Lippi.

«La denuncia non è stata ancora formalizzata – precisa il sindaco Lippi –. Ma ci sono una serie di circostanze che rendono questi episodi sospetti. Non ultimo il responso delle analisi del liquido contenuto nella siringa trovata in piazza Carducci il 15 settembre. Insomma, siamo convinti che ci sia qualcuno che si stia divertendo ad alimentare un clima di allarme sociale».

Il primo ritrovamento in piazza Carducci, il 4 aprile, aveva innescato il sospetto. Ma la lampadina si è accesa con l’episodio del 15 settembre. Non sono più gli anni dell’eroina. L’occhio dell’esperto non ha dubbi. Chi può avere la sfrontatezza di bucarsi in pieno centro? Di sedersi su una panchina con il rischio di essere visto dalle auto in transito? Perché se di un tossico si è trattato in quelle siringhe doveva esserci cocaina. E chi le ha usate non è una mano esperta. C’è troppo sangue. Il risultato di quel buco è un effetto intenso ed istantaneo. La cocaina iniettata nel sangue raggiunge immediatamente i ricettori del cervello in tutta la sua intensità. Sicuramente è il modo più pericoloso di assumere questo stupefacente. E i luoghi dei ritrovamenti delle siringhe sembrano non essere tra i più adatti per chi cerca questo tipo di sballo.

Ad alimentare i sospetti è anche la scelta dei luoghi. Tutti lontani dal circuito della videosorveglianza. Perfino in piazza Carducci dove e telecamere non mancano chi ha agito ha scelto due zone d’ombra.

Il calendario dei ritrovamenti di siringhe si apre il 4 aprile, ai piedi di una panchina ne vengono trovate due. A distanza di dieci giorni il caso si ripete a ridosso della stazione ferroviaria. A maggio ne vengono recuperate diverse, gettate nel giardino di un’abitazione a Marina. Poi c’è un salto fino ad agosto. La mattina del 4 ai piedi di una panchina all’angolo tra via Liguria e viale della Repubblica. E stesso luogo, ma nascoste tra le sterpaglie e senza aver avuto cura di chiudere l’ago nel cappuccio, il 9 agosto.

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