Finanza
Bilancio in affanno appello della sindaca
CASTAGNETO CARDUCCI. Una situazione di difficoltà dovuta all’obbligo di contribuire con le risorse del proprio bilancio, in applicazione della norma relativa all’istituzione del Fondo di solidarietà...
CASTAGNETO CARDUCCI. Una situazione di difficoltà dovuta all’obbligo di contribuire con le risorse del proprio bilancio, in applicazione della norma relativa all’istituzione del Fondo di solidarietà comunale, in favore di quei Comuni che a livello nazionale si trovano in difficoltà. È il paradosso con cui si trova a fare i conti la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini.
«Il fondo di solidarietà comunale è alimentato con una parte di gettito Imu dei Comuni – dice Scarpellini –. Dovrebbe limitare le disuguaglianze fiscali tra gli enti locali, ma in pratica, a distanza di tre anni dalla sua applicazione sta generando una situazione al limite del paradosso. In Toscana, solo 29 Comuni, quasi tutti costieri, Tra cui San Vincenzo, Bibbona e Rosignano, si trovano nella condizione di non poter contare su risorse comunali integre per garantire i servizi e per fare gli investimenti necessari. «E questo è ancora più grave per quei territori a forte valenza turistica, dove maggiore è la necessità di fare continui investimenti», sottolinea.
Il risultato è il frutto di meccanismi di calcolo che interessano il gettito complessivo Imu, oltre alla perequazione matematica di altri fattori, che vanno a penalizzare i Comuni dove maggiore è la presenza delle seconde case. In cifre nel 2014 Castagneto su una voce di bilancio complessiva di parte corrente di circa 13 milioni di euro ha versato allo Stato 3 milioni e lo scorso anno 3.495.004 euro mentre per il 2016 dovrà versare 3.535.950 euro. «In termini strettamente finanziari, l’incidenza del prelievo del Fondo arriva a superare anche il 20% delle intere risorse a disposizione, con tutte le problematiche relative alla predisposizione dei bilanci – afferma Scarpellini –. A Castagneto, infatti, la situazione vede una forte diminuzione del personale comunale, a seguito dei limiti di assunzione imposti dalla normativa, con conseguenti difficoltà negli adempimenti amministrativi dell’ente, un patrimonio pubblico che necessita di importanti ed urgentissimi interventi di manutenzione straordinaria, in forte contrasto con la necessità di, oltre a mantenere il livello ottimale dei servizi presenti, di ampliare quelli dedicati ai turisti». Che aggiunge: «Il tutto con la consapevolezza e anche con senso di frustrazione di non dare risposte in maniera adeguata, anche di fronte a livelli di tassazione importanti a carico di turisti e dei proprietari di seconde case».
Insieme a Castagneto ci sono altri 28 comuni della Toscana, tra cui Bibbona, Rosignano, San Vincenzo, alcuni comuni dell’Elba, della Maremma, della Versilia e della zona centrale della regione, che non ci stanno a questa situazione e hanno sollevato il problema all’Anci e direttamente al governo. Il 12 settembre i Comuni interessati sono stati ricevuti dal vicepresidente della Commissione Bilancio al quale non hanno mancato di far presente le loro difficoltà e chiedere con forza la modifica della normativa di riferimento, anche proponendo una minore ripartizione del Fondo, in modo da garantire l’autonomia dei singoli Comuni nella possibilità di investimenti per il mantenimento dei servizi locali e il supporto alle politiche di sviluppo economico dei propri territori.
«Chiediamo ulteriore sostegno alla Regione – conclude –, che ha piena consapevolezza di queste difficoltà, e che per la verità fin dall’inizio, grazie anche all’interessamento dei consiglieri regionali di zona, ha sostenuto la posizione dei 29 comuni in coerenza con le azioni intraprese dalla stessa Regione tese a promuovere il rilancio dell’intera Costa».
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