Sicurezza
Scuola senza zaino Guerrazzi promosse
L’assessore regionale Cristina Grieco in visita al Primo circolo Il progetto illustrato dalle insegnanti e dalla dirigenza
CECINA. «Una scuola rock, come mi piace definirla, che esce dal disciplinamento». L'assessore regionale all'Istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco ieri mattina, martedì 20, ha fatto visita alla scuola Guerrazzi in via Vico, circolo che fa parte del “Progetto senza zaino” promosso dalla Regione, una metodologia d'insegnamento «innovativo - spiega Grieco - che si basa sulle finalità dell'educazione, sulla costruzione di comunità, sulla valorizzazione delle potenzialità e della responsabilità, e non una semplice trasmissione di nozioni». Progetto senza zaino alleggerisce le spalle degli alunni delle scuole elementari, che imparano sin da piccoli a condividere attrezzature e spazi, lavorando su isole con più posti, in gruppo, per facilitare l'apprendimento, la condivisione e rendere la scuola più ospitale. Viene meno il rapporto uno a uno per favorire la formazione del senso di comunità, un bagaglio culturale che a Cecina ha già chiuso un ciclo: il progetto è partito nel 2011 e, dunque, quello in corso è l'anno in cui gli alunni che escono dalle elementari per raggiungere le medie sono i primi che hanno sperimentato il progetto. Sei anni durante i quali la scuola è cambiata, una realtà tendenzialmente conservatrice che si è aperta all'innovazione e «tutto questo è stato possibile grazie al lavoro della dirigente scolastica, in pensione da quest'anno, Roberta Gori - spiega la dirigente pro-tempore Norma Biasci - nonché all'impegno degli insegnanti che hanno seguito una formazione specifica».
Il progetto, presentato ieri mattina all'assessore regionale Grieco, è iniziato nel 2011 per classi parallele per poi coinvolgere, a distanza di due anni, gli altri due plessi. Oggi coinvolge 22 classi elementari e tra ulteriori due anni tutte le classi presenti sul territorio andranno a scuola senza zaino, una scaletta temporale che non può prescindere dalla formazione annuale degli insegnanti, capaci di «portare i bambini a responsabilizzarsi - spiegano le referenti del progetto, Chiara Nencioni e Grazia Tarchi - e creare accoglienza, di prepararli a gestire le situazioni diverse che si possono presentare anche in contesti extra-scolastici attraverso un apprendimento pratico e finalizzato al saper agire. E' importante, inoltre, che i bambini trovino un ambiente sereno e positivo, in modo da stabilire relazioni significative». Un ambiente, quello di via Vico che, per essere del tutto completo, attende la realizzazione della palestra dove poter svolgere attività motoria, obbligatoria nelle scuole elementari.
«La scuola è un mondo sul quale vogliamo continuare ad investire - ha assicurato il sindaco - oltre ai 5 milioni di euro già spesi negli ultimi due anni per risistemare i 14 plessi comunali. A fine anno, proprio per strutturare una rete tra scuola e mondo esterno, riaprirà la biblioteca in via Corsini mentre in via Ambrogi ci sarà la biblioteca scientifica da collegare a Fantasia e coprire così un ciclo di vita che va fino ai 10 anni».
Laboratori permanenti di ricerca e sperimentazione, strumenti musicali a disposizione degli alunni, sala multimediale attrezzata. Una scuola aperta che ha accolto la nuova dirigente Linda Sorgente «colpita da questa realtà dove si tocca con mano l'apprendimento, con una ricchezza di spazi di cui possono usufruire gli alunni». Una proposta educativa che «riteniamo valida, stimolante, attuale - conclude l'assessore regionale - sia sotto il profilo del metodo didattico ma anche per i valori che mette al centro: responsabilità, comunità e ospitalità sono fondamentali per gli studenti. Sosteniamo perciò questo percorso che, dalla Toscana, sta allargando la sua rete a tutto il Paese».
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