Italia
Porto, si allungano i tempi servirà il rinnovo della Via
Almeno tre gli anni di lavoro per realizzare il resort di lusso con vista darsena L’accordo con il gruppo internazionale legato alle autorizzazioni urbanistiche
CECINA. C’è una data che ha la dimensione di uno scoglio. Difficile anche per i più ottimisti credere che la scadenza del 20 maggio 2019 possa essere onorata. In quella data cessa di avere validità la Valutazione d'impatto ambientale per il progetto del porto turistico di Cecina, che la Regione Toscana ha già provveduto a rinnovare una volta a giugno 2014. Il documento, con le prescrizioni per la messa in sicurezza idraulica delle aree portuali e il monitoraggio sulla linea di costa, ha validità di cinque anni. Perciò i margini per completare l'operazione sulle ali del gruppo di investitori russi, americani e italiani, con lo sviluppo di una cittadella del lusso, non sembrano sufficienti. Servirà un ulteriore rinnovo. I tre anni indicati per completare aree portuali e comparto immobiliare sono un orizzonte che è già oltre quella scadenza.
Nel comparto immobiliare di proprietà della società cecinese, sfruttando le previsioni edificatorie già autorizzate dal Comune di Cecina, il gruppo di investitori, che si presenta sotto il cappello della Peverell Holding Limited, società registrata con sede a Cipro, punta a dare corpo a un albergo 5 stelle superior da 80 posti letto, con un altrettanto lussuoso centro benessere e sedici chalet da edificare in bioedilizia, ciascuno da 8 posti letto. Una capacità ricettiva nell'ordine dei 300 posti letto, destinata ad accogliere una clientela internazionale. C'è un accordo di riservatezza con la controparte. I nomi degli investitori restano blindati. Ma il presidente della Porto Spa Giuliano Matteoli al termine dell'assemblea dei soci del 18 settembre è stato chiaro: "Abbiamo assunto le necessarie informazioni e specifiche garanzie. Tutta l'operazione è garantita da un primario istituto di credito svizzero".
Il progetto immobiliare per adesso non c’è. I rappresentanti della società cipriota e dello studio fiorentino Aei Progetti Srl intervenuti all'assemblea della Porto Spa hanno presentato un'idea di massima. Un corpo principale per albergo e centro benessere con vista sulla darsena nuova e alle spalle i sedici chalet. Inoltre, una revisione degli spazi commerciali, in tutto 10.000 metri quadrati, che si svilupperanno a ridosso delle nuove banchine. Tra le indicazioni quella di ridurre l'impatto visivo delle auto. L'accesso al porto dovrebbe diventare sotterraneo, con tutte le complicazioni tecniche che la soluzione comporta dovendo garantire un'altezza di 4,5 metri per il passaggio dei mezzi di emergenza. Anche i parcheggi sono destinati a sparire dalla vista. Ed è sulla scorta di queste indicazioni che oltre alla rimodulazione dei volumi cambieranno le altezze in ballo. L'iter urbanistico con un'eventuale variante rappresenta il passaggio decisivo. Tra le ipotesi anche un ponte pedonale per collegare le due sponde all'altezza di via della Foce, al confine lato monte di Villa Ginori.
L’obiettivo è di avere le carte in regola per aprire i cantieri entro la fine del 2017. La stima, in assenza di cifre ufficiali per dare corpo a questa cittadella del lusso è un investimento nell'ordine dei 70 milioni di euro e alcuni anni di lavori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
