Il Tirreno

Muore donna in bici travolta da un’auto

La vittima aveva 75 anni. L’incidente in via Fratelli Rosselli, per il recupero del corpo sono intervenuti i vigili del fuoco

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CECINA. Muore in bici. Travolta da un’auto. Pia Montanino, classe 1941, viene trascinata per alcuni metri sull’asfalto in via Fratelli Rosselli, poco dopo l’intersezione con via Roma. È da poco passato mezzogiorno del 19 settembre quando si consuma la tragedia. Il corpo della donna s’incastra sotto l’auto guidata da Renato Fagiolini, classe 1932. Ma la dinamica che ha portato all’impatto resta ancora tutta da chiarire.

Al medico del 118 arrivato sul posto con un’ambulanza della Pubblica assistenza di Cecina non resta che constatare il decesso della donna. Una morte immediata, sul colpo racconta chi è intervenuto. L’urto è tale che il corpo della donna finisce per incastrarsi sotto l’auto. Per il recupero della salma servirà l’intervento dei Vigili del fuoco. E per circa due ore la strada rimarrà chiusa, con la Polizia municipale impegnata a deviare le auto oltre che nei rilievi dell’incidente.

L’unico dato certo nella vicenda è il decesso della signora, molto conosciuta in città e apprezzata anche per le sue doti di pasticcera. Nessun testimone e nessun chiaro segno che aiuti gli agenti della municipale a ricomporre il puzzle e chiarire con certezza la dinamica e le responsabilità dell’urto.

Il millefoglie di Pia. Per questo dolce in molti si sono leccati i baffi negli anni in cui ha lavorato per i migliori ristoranti della zona. Per non dire della pastiera che da buona campana realizzava a regola d’arte. Tanto che se ai familiari della donna chiedi un suo ricordo è dolce. La dolcezza dell’affetto che non ha mai fatto mancare alla sua famiglia ma anche quella del palato che sapeva conquistare con ricette che ha sempre custodito gelosamente. Merito degli ingredienti, ma soprattutto di un’arte coltivata fin da giovane. Così la ricorda il figlio Ignazio Pucillo, noto a Cecina per la sua attività teatrale e per il suo lavoro presso la caserma Villa Ginori.

La signora Pia lascia il marito Vincenzo e un’altra figlia che risiede a Napoli, Margherita, che è soprano al teatro San Carlo della città partenopea. La notizia del decesso della signora è una doccia gelata. Come sua abitudine la donna era uscita in bicicletta per recarsi a fare la spesa. E quando è avviene l’incidente stava rientrando a casa. La sua borsa con gli acquisti è sull’asfalto. Con sé la donna non ha documenti che permettano di risalire da subito alle sue generalità. Poi l’arcano si scioglie e agli agenti della municipale toccherà recarsi in via Manzoni dal marito della donna per comunicare il decesso della signora Pia.

All’impresa funebre Santini, incaricata del trasferimento del cadavere, viene ordinato di portare la salma presso la stanza mortuaria del cimitero comunale. Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia. Un primo esame da parte del medico legale incaricato viene eseguito nel pomeriggio. Ma in serata sarà disposto il trasferimento del corpo all’ospedale di Livorno per verifiche più approfondite. La famiglia Pucillo è in attesa del nullaosta del magistrato di turno per la sepoltura e poter disporre il funerale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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