Il Tirreno

«Mio figlio a scuola solo 2 ore»

di Elisa Pastore
«Mio figlio a scuola solo 2 ore»

Ragazzo autistico senza insegnante di sostegno. La preside del Mattei: «Giovedì l’assegnazione»

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ROSIGNANO. «Una situazione drammatica, anticostituzionale. Una discriminazione che come sempre colpisce i più deboli». Melisenda Vivaldi è una giovane mamma di un ragazzo autistico di 17 anni che frequenta la seconda liceo dell'istituto Enrico Mattei di Rosignano.

Una mamma che ha trovato la forza di denunciare un diritto negato a suo figlio. Di farsi portavoce di tanti Lorenzo che sono stati costretti ad iniziare l'anno scolastico in ritardo. In formato ridotto, senza il necessario supporto. Nel suo caso soltanto ieri mattina. E soltanto per due ore. Il tempo in cui veniva garantita a suo figlio la figura di un insegnante di sostegno della quale non può mai fare a meno. «Sono stata costretta ad andare a riprenderlo durante la ricreazione - ha detto - mentre era con i suoi compagni. Con lo sguardo mi chiedeva il perché, non capiva». In un attimo è svanito in lui tutto l'entusiasmo del primo giorno di scuola. Posticipato per volontà della madre per proteggere entrambi. Per proteggersi da un sistema che non funziona. «Sapevo che la situazione era difficile, caotica direi. Ma cosa avrei dovuto fare? Aspettare ancora? Aspettare di sapere fino a quando sarà costretto ad andare a scuola soltanto per due ore? Mio figlio ha bisogno tutti i giorni dello stesso insegnante di sostegno. Una figura che ad oggi manca, così come mancano anche gli educatori. Coloro che in passato hanno sempre tamponato l'assenza dei docenti di ruolo permettendo ai nostri ragazzi un orario di frequenza completo». Carenze alle quali si è assistito, in questi giorni di ripresa delle attività scolastiche, a Rosignano come in tante altre scuole in Italia. Carenze che vanno a danneggiare equilibri già fragili. «Lorenzo - ha sottolineato Melisenda Vivaldi - è fortunato perché va in bagno da solo. Chi non può è costretto talvolta ad andare a scuola a giorni alterni. Dispiace perché al Mattei ho sempre trovato molta collaborazione. Si tratta di uno dei migliori istituti per i ragazzi disabili. Gli insegnanti di sostegno sono bravi e professionali, il problema però è che sono pochi. Hanno bisogno di altre forze che ad oggi, a seguito del recente concorsone, non ci sono per cui aspettiamo che ne arrivino di nuovi». La paura dei genitori è però quella si tratti di professori che, in attesa di una cattedra di matematica o di latino, possano "ripiegare" nel frattempo verso il sostegno dei meno fortunati. Professori che non hanno quindi una formazione adeguata. «Che non sapranno dove mettere le mani, motivo per cui dobbiamo almeno sperare nella loro sensibilità e nel loro buon cuore».

Questione di giorni - assicura la neo preside Nicoletta Latrofa - prima di sapere chi saranno i docenti preposti. «Giovedì - ha spiegato - l'ufficio scolastico di Livorno terminerà l'assegnazione dei ruoli, per cui dal giorno successivo l'istituto sarà a pieno regime». E ancora: «Nei mesi scorsi abbiamo vissuto un cambiamento epocale che ha comportato tanto lavoro sia per gli uffici che per i dirigenti. Ritengo tollerabile qualche problematica la prima settimana di scuola ma sono sicura che dalla prossima ci saranno i necessari insegnanti di sostegno che come ogni anno sapranno essere di aiuto e di supporto ai loro alunni».

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