Sicurezza
Nelle aree a terra c’è il futuro del porto
La svolta passa dall’accordo con un gruppo internazionale per la realizzazione di un albergo e cittadella del lusso
CECINA. Russi, americani e italiani. Il gruppo di investitori si presenta all’assemblea dei soci della Porto Spa e mostra le carte. In particolare, la ricostruzione grafica di ciò che immagina di realizzare a ridosso di via Volterra. Nel comparto immobiliare di proprietà della società cecinese, sfruttando le previsioni edificatorie già autorizzate dal Comune. Passa da qui, dopo mesi di trattative e di stallo dei lavori, la possibilità di far uscire dalle secche finanziarie il cantiere del porto turistico alla foce del fiume Cecina. La soluzione incassa il voto all’unanimità dei soci presenti in sala al cinema Tirreno la mattina del 18 settembre.
«Abbiamo assunto le necessarie informazioni e specifiche garanzie – afferma il presidente della Porto Spa Giuliano Matteoli –. Tutta l’operazione è garantita da un primario istituto di credito svizzero». Operazione che punta a dare corpo a un albergo 5 stelle superior con un altrettanto lussuoso centro benessere e una quindicina di chalet da edificare in bioedilizia. Una capacità ricettiva nell’ordine dei 200 posti letto, destinata ad accogliere una clientela internazionale. C’è un accordo di riservatezza con la controparte. Il presidente Matteoli non entra nei dettagli, ma qualcosa al termine dell’assemblea che dà il via libera a sottoscrivere il preliminare del contratto lo rivela.
«Non sarà edificato un metro cubo in più di quanto già autorizzato e non sono previsti cambi di destinazione – sottolinea Matteoli –. Saranno necessari però alcuni adeguamenti architettonici, anche nella distribuzione dei volumi, e modifiche alla viabilità per cui è necessaria l’autorizzazione urbanistica. Condizioni che una volta risolte consentiranno di andare alla firma del contratto entro 30 giorni».
L’obiettivo è di avere le carte in regola per aprire i cantieri entro la fine del 2017. La stima, in assenza di cifre ufficiali per dare corpo a questa cittadella del lusso è un investimento nell’ordine dei 70 milioni di euro e alcuni anni di lavori.
Il meccanismo mette al centro dell’operazione il comparto immobiliare. La Porto Spa cede le aree e gli acquirenti, invece di pagare in denaro, s’impegnano a farsi carico di una serie di opere. Quelle della convenzione previste in chiave sicurezza idraulica: l’argine in destra del fiume, dal ponte di via Volterra all’altezza della caserma Villa Ginori, e il nuovo ponte sul fiume. Nel conto anche il restante tratto di argine dal ponte di Marina a quello della ferrovia che è previsto a scomputo del valore dei terreni che il Comune ha ceduto alla Porto di Cecina per circa 2 milioni di euro. Cifre ufficiali non ce ne sono ma indicativamente è uno scambio nell’ordine dei 20 milioni di euro, solo la metà è quanto serve per le opere previste dalla convenzione che ha autorizzato la costruzione del porto alla foce del fiume Cecina. Dell’accordo fanno parte anche i diritti a costruire e gestire la parte commerciale.
Nelle autorizzazioni in mano alla Porto Spa nel lotto immobiliare insistono previsioni per circa 50 unità residenziali, 35 esercizi commerciali, una struttura ricettiva da 90 camere, con centro benessere (da 1.000 mq) e sala convegni da 450 posti. Ed è con queste carte in mano che la Porto Spa prova a vincere la partita. Non svendere. Garantire ai circa 500 soci il posto barca e i servizi connessi con una gestione a costi contenuti. E fare spazio a una compagine che, stando a quanto realizzato in contesti internazionali, promette di portare in zona una clientela di alto livello.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
