Gioco
Liquami maleodoranti avvistati nei fossi
CECINA. «Viene spontaneo chiedersi se qualcosa non funzioni nella rete fognaria della nostra città». È la riflessione ad alta voce di Pietro Campanelli che in una pausa dell’acquazzone del 16...
CECINA. «Viene spontaneo chiedersi se qualcosa non funzioni nella rete fognaria della nostra città». È la riflessione ad alta voce di Pietro Campanelli che in una pausa dell’acquazzone del 16 settembre armato di fotocamera ha fatto un giro di perlustrazione dei fossi nel territorio di Cecina.
«Il violento acquazzone che si è abbattuto sulla nostra cittadina dopo due mesi ininterrotti di siccità è certamente servito a lavare strade e fognature –dice Campanelli –. La riprova sono i migliaia di metri cubi di liquami nerastri e maleodoranti che si sono riversati in mare attraverso i fossi scolmatori del Paduletto e della Vallescaia per confluire entrambi sul fosso della Ghinchia, subito prima della foce». Che aggiunge: «Forse non poteva essere altrimenti, ma viene comunque spontaneo allo spettatore chiedersi se qualcosa non funzioni nella rete fognaria della nostra città, in particolare l’interrogativo si fa più significativo per il fosso della Vallescaia dove i liquami si presentavano di colore ancor più scuro e più denso durante l’acquazzone e dove comunque certi liquami provenienti da quella zona ristagnano più del dovuto e maleodoranti anche durante la bella stagione».
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