Il Tirreno

C’è un codice d’onore scritto lungo il mare

C’è un codice d’onore scritto lungo il mare

“Respect locals” (rispetta le persone del posto): la regola incisa sul muretto davanti alla spiaggia del Monte alla Rena, uno dei luoghi prescelti dai surfisti

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ROSIGNANO. "Respect locals", ovvero "Rispetta le persone del posto". Chi passeggiando sul lungomare Monte alla Rena, a Rosignano Solvay, non ha letto questo, chiamiamolo così, “consiglio” comparso sul muretto che delimita la spiaggia libera e la divide dal mare? La risposta, per chi si interrogasse sul significato di questa sorta di monito, si trova nel codice d’onore del surf e nelle sue regole non scritte. Il surf negli ultimi dieci anni in Italia ha vissuto una grande evoluzione, c’è stato un boom che ha portato sempre più persone a frequentarlo. Se qualcuno avesse dei dubbi su come si è evoluta la scena surfistica anche nelle nostre zone, basta andare – meglio se d’inverno – in posti come la Baia del Quercetano, il Lillatro e l’area di fronte al lungomare Monte alla Rena, appunto, quando fa “scaduta” dopo una mareggiata. Al contrario di qualche decennio fa, ora i ragazzini che si avvicinano al surf hanno tutto: scuole per imparare, attrezzature e tavole supertecnologiche personalizzate, mute variopinte. Ma non tutti, soprattutto tra i nuovi adepti, conoscono il codice di comportamento del vero surfer, oppure lo conoscono e non lo rispettano. Ecco perché a volte possono nascere diatribe o, peggio, si possono verificare incidenti in mare. «Il surf è per tutti, così come il mare è di tutti», spiega Francesco Inghilleri, surfista da più di dieci anni e gestore del bar “La Baracchina” sul lungomare Monte alla Rena. «Ma bisogna rispettare i veterani - aggiunge -, ovvero coloro che praticano surf da anni e che conoscono bene le sue regole, il mare ed i suoi pericoli». Le regole del surf sono un insieme di regole che, per il loro diffuso riconoscimento in tutto il globo, hanno acquistato la qualità di norme consuetudinarie.

A tale tipo di norme, la legge riconosce la qualità di norme vincolanti in base all’articolo 1 delle disposizioni di legge in generale contenute nel codice civile. La conseguenza è che un danno causato dalla violazione di queste regole è un danno risarcibile e, in caso di controversia, un giudice dovrebbe decidere in base a tali regole. «Quella di esplorare il mare in cerca dell’onda perfetta, con mare attivo e vento di terra, è un’attitudine mentale, uno stile di vita - continua Francesco - e quando siamo là fuori, così come nella vita, c’è un codice di comportamento, ci sono delle regole e delle precedenze da rispettare. È nell’interesse di tutti noi surfisti che vengano rispettate per garantire il divertimento e prevenire conflitti. Il surf è individualista ma è anche fondato sul senso di appartenenza ad un gruppo». Chi parte più vicino al picco dell’onda ha diritto di precedenza sugli altri. Questa è la regola fondamentale. E chi si intromette non è un vero surfer. Francesco e i suoi amici guardano il mare. È fermo immobile, patana. Aspettano il vento o la perturbazione al largo che porti le onde giuste da cavalcare qui a Solvay, ma con il pensiero rivolto a Bali, il sogno di tutti i surfisti.

Silvia Quaglierini

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