Sicurezza
Primo giorno di scuola ma il sostegno non c’è
Il problema più grave in tutti gli istituti locali: la carenza degli insegnanti di supporto, dalle elementari alle medie, alle superiori. Nomine in ritardo
ROSIGNANO. Ieri prima campanella anche a Rosignano, dove tutte le scuole, dalle materne alle elementari, dalle medie alle superiori, hanno riaperto i battenti. Il problema più diffuso, che è emerso immediatamente, è la mancanza degli insegnanti di sostegno. Addirittura nelle scuole medie, su 18, ne mancano ancora 11. Un problema diffuso in tutta la provincia, tanto è vero che ieri nel tardo pomeriggio c’è stata una riunione all’ufficio scolastico provinciale con i dirigenti dei singoli plessi.
Il problema è derivato dai ritardi nelle nomine, solo due giorni fa sono state avviate le chiamate. E in seguito anche a numerose rinunce le cattedre sono rimaste vacanti.
Un problema che i sindacati delle scuole hanno sottolineato, mettendo in risalto come la “buona scuola” (la riforma voluta dal premier Renzi) sia partita quantomeno zoppicante.
Dal provveditorato si fa sapere che dovrebbe essere questione di pochi giorni, per riuscire a tamponare almeno le situazioni più critiche. Ci vorrà invece più tempo per completare la pianta organica.
Restano poi i problemi strutturali: in particolare a Rosignano non si conclude la telenovela dell’Iti, dove ancora una volta i ragazzi dovranno fare a meno della nuova sede. Il sindaco Franchi, in qualità di presidente della Provincia (che ha la titolarità degli istituti superiori) si è detto abbastanza ottimista di poter completare il progetto (dopo la modifica voluta dall’istituto) entro la fine del 2016, in modo da poter realizzare i lavori per il prossimo anno scolastico.
Rispetto alla zona sud della provincia (Val di Cornia e Piombino) dove è stata decretata la chiusura a causa dell’allerta meteo, oggi le scuole di Rosignano saranno invece regolarmente aperte.
Mensa e servizio scuolabus partiranno a scaglioni, entro la fine del mese, primi di ottobre.
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