Il Tirreno

Pineta Marradi da risanare via al taglio degli alberi

di Alessandra Bernardeschi
Pineta Marradi da risanare via al taglio degli alberi

Sono 328 le piante che lo studio agronomico ha valutato malate o poco sicure Già dal mese di ottobre partirà l’abbattimento dei primi 31 pini

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CASTIGLIONCELLO. Inizierà nel mese di ottobre, con l'abbattimento di almeno 31 pini, il piano di risanamento della pineta Marradi. Piano che riguarda un totale di 328 piante (considerate malate o troppo vecchie e quindi pericolanti). Una pineta che è il simbolo di Castiglioncello perché profondamente radicata nella sua storia. Fu infatti Diego Martelli, il mecenate dei pittori macchiaioli, che nei primi del '900 piantò i primi pini su quella spianata che termina con un salto sul mare. Un progetto che portò a compimento il barone Lazzaro Patrone che fece costruire anche il castello Pasquini.

Una pineta che oggi, secondo quanto dichiarato dal professor Damiano Remorini dell'Università di Pisa durante un'assemblea pubblica che si è tenuta nel maggio scorso, ha bisogno di interventi di risanamento. Tagli, potature e cure, che non possono più essere rimandati. Secondo quanto riportato dallo studio dei tecnici dell'Università di Pisa dipartimento di Scienze agrarie, sarebbero 328 le piante, tra pini, lecci ed altre specie, che dovrebbero essere abbattute all'interno dei sei ettari e mezzo che compongono la pineta. «Al momento - assicura l'assessore alla qualità urbana Pero Nocchi che da oltre un anno segue il progetto - saranno abbatti 31 pini. Una decisione presa assieme ai tecnici dell'Università dopo aver valutato lo stato di salute delle piante nonché il loro grado di staticità». Insomma si tratta di pini ammalati da tempo che potrebbero creare problemi di sicurezza soprattutto in determinate condizioni meterologiche. I 31 alberi da abbattere si trovano in parte della zona di pineta dietro al Tennis Club, locale riaperto alcuni mesi fa e che sarà oggetto anch'esso di lavori di restyling, in parte sparsi all'interno della stessa pineta. «Agli abbattimenti - spiega ancora Nocchi - seguiranno le potature. Parallelamente, laddove sarà possibile intervenire sin da subito, prenderà anche il via il progetto di riqualificazione idraulica e di sistemazione di muretti, vialini e sedute». Un piano complessivo, come più volte hanno spiegato gli amministratori, che avrà lunghi tempi di realizzazione. Proprio per il valore paesaggistico, ambientale nonché simbolico della pineta Marradi, sono molti i cittadini che seguono il progetto sin dal suo inizio. Un progetto di cui si parla da anni e che ha avuto il via con una analisi effettuata, pianta per pianta, dai professori universitari incaricati dal Comune. Lo studio ha rivelato che la pineta è composta da 1589 alberi. Di questi il 78% sono pini mentre il 13% sono lecci. A questo numero si vanno ad aggiungere altre specie come, ad esempio, una ventina di cedri. Ogni albero è stato classificato e, di ogni albero, è stato valutato lo stato di salute. Da qui una classificazione: dei 1213 pini presenti solo 486 godono di buona salute, 395 hanno problemi che si possono risolvere con interventi agronomici, 256 sarebbero da abbattere mentre 76 avrebbero bisogno di cure urgenti.

Anche i lecci non stanno meglio. Dei circa 300 presenti, 61 sarebbero da abbattere mentre altri avrebbero bisogno di cure per non fare la stessa fine. In particolare l'area che presenta la necessità di maggiori interventi è quella tra il viale principale della pineta e villa Celestina. Un piano dunque ad ampio respiro, che non potrà concludersi in pochi mesi visto che all'interno della pineta si trovano altre strutture, come il campo di calcio, il minigolf, il cinema all'aperto solo recentemente passate dal Demanio al Comune e per le quali sono previsti progetti di riqualificazione o riutilizzazione. Per non parlare poi di Villa Celestina.

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